Tunisia, Amina in tribunale a Kairouan: salafiti la contestano

Kairouan (Tunisia), 30 mag. (LaPresse/AP) - A dodici giorni dal suo arresto, Amina Tyler, attivista tunisina di Femen, è comparsa in tribunale a Kairouan, per rispondere delle accuse di possesso di un "oggetto incendiario", una bomboletta di spray al peperoncino. Fuori dall'edificio si sono radunate circa duecento persone, per lo più religiosi salafiti, che hanno cantato slogan contro la ragazza, accusandola di aver insultato l'islam. Hanno inoltre gridato contro gli avvocati della difesa, accusandoli di 'sporcare' l'immagine di Kairouan, centro religioso di pellegrinaggi e sede della più venerata moschea tunisina.

Amina, vestita di bianco e sorridendo si è presentata in aula, dove è stata interrogata dal giudice. La ragazza era stata arrestata domenica 19 maggio dopo aver cercato di manifestare a favore dei diritti delle donne proprio a Kairouan, dove quel giorno si teneva una dimostrazione salafita. Alcuni testimoni hanno riferito che, il giorno dell'arresto, la donna ha scritto la parola 'Femen' sul muro di un cimitero vicino alla moschea principale. Oggi gli avvocati che rappresentano Kairouan avevano chiesto che contro Amina venisse sollevata l'accusa di aver minacciato la sicurezza della città, ma i giudici hanno respinto la richiesta. Gli avvocati della difesa, invece, hanno risposto in merito al capo d0accusa che la vede imputata, sostenendo che lo statuto in vigore nel Paese non possa essere applicato al caso della bomboletta spray che la donna aveva con sé. Amina ha spiegato di aver ricevuto la bomboletta dai giornalisti stranieri per la sua protezione e di averla portata con sé negli ultimi due mesi.

Presenta in aula oggi c'era anche il padre della ragazza, Mounir Sboui. "Sono orgoglioso di mia figlia, che ha onorato i diritti delle donne. Forse le sue azioni sono state avventate, ma è il suo modo di esprimere queste idee", ha detto, intervistato da Associated Press. Il caso ha sollevato un ampio dibattito nella Tunisia post-rivoluzione. Ma ha anche raccolto l'attenzione dell'Europa. Ieri due attiviste tedesche e una francese di Femen hanno manifestato in topless davanti all'edificio del tribunale di Tunisi per chiedere il rilascio di Amina. Le tre sono state arrestate e sono ancora in custodia. Alcuni mesi fa Amina Tyler scosse l'opinione pubblica tunisina pubblicando su internet alcune sue foto a seno nudo con la scritta sulla pelle 'Il mio corpo mi appartiene'.

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