Tunisia al voto, il Paese pronto a ripartire dopo Ben Ali

Tunisi (Tunisia), 23 ott. (LaPresse/AP) - A poco più di dieci mesi dalla caduta di Ben Ali, la Tunisia è pronta alle elezioni per scegliere i rappresentanti dell'assemblea che nomineranno il nuovo governo e scriveranno la nuova carta costituzionale. La campagna elettorale si è chiusa venerdì sera, in attesa dell'apertura dei seggi, che avverrà alle 7 di stamani (le 8 in Italia). La chiusura è prevista per le 19 (le 20 in Italia). I primi risultati arriveranno lunedì. La Tunisia è stato il primo Paese a dare il via alla cosiddetta Primavera araba. A scatenarla fu il gesto eclatante di Mohamed Bouzazizi, venditore ambulante 27enne che si diede fuoco nella città di Sidi Bouzid il 19 dicembre, per protestare contro la confisca delle sue merci. Morto il 4 gennaio è diventato il simbolo della rivolta.

Le elezioni saranno seguite da vicino da tutto il mondo, anche perché il favorito, il partito islamico moderato Ennahda di Rachid Ghannouchi, tornato legale dopo la caduta di Ben Ali, potrebbe ispirare vittorie di altri partiti religiosi in diversi Paesi dell'area. Gli aventi diritto di voto sono 7,5 milioni, ma solo 4,4 milioni (meno del 60%) si sono per ora registrati. I cittadini possono esprimere la propria preferenza mostrando la carta di identità, ma solo in certi seggi elettorali. I votanti in ognuno dei 33 distretti, sei dei quali sono all'estero, possono scegliere tra 40 e 80 liste, composte da partiti e candidati indipendenti. Una situazione molto diversa dalle ultime elezioni, quando i cittadini dovevano solo scegliere la scheda rossa del partito al governo, metterla in una busta e quindi imbucarla nell'urna. Un'altra novità saranno le porte aperte a giornalisti e osservatori, 5mila locali e 500 stranieri.

I seggi elettorali saranno controllati da soldati e polizia e l'esercito raccoglierà le urne. Secondo le previsioni, l'assemblea eletta si dividerà tra Ennhada e partiti di centro e di sinistra. Una situazione che potrebbe richiedere la formazione di coalizioni e compromessi per arrivare alla stesura della nuova Costituzione. L'ultima settimana di campagna elettorale è stata macchiata dalle proteste dei conservatori religiosi nei confronti dell'emittente Nessma Tv, accusata di aver trasmesso il film 'Persepolis' considerato sacrilego perché offre un'immagine visiva di Dio. Migliaia di persone hanno manifestato contro la televisione e dai cortei sono nati scontri con la polizia. Le forze moderate e di sinistra hanno risposto con una marcia di pace. "Continueremo a combattere l'estremismo e a difendere la moderazione e il centrismo", ha detto Maya Jribi, leader del Partito democratico progressista. Anche Rachid Ghannouchi ha voluto sottolineare la sua posizione moderata, spiegando che Ennahda è un partito di tutti i tunisini, sia religiosi che secolari.

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