Tunisia, al via voto all'estero: 54mila alle urne in Italia

di Chiara Battaglia

Torino, 24 ott. (LaPresse) - Comunità tunisina in Italia al voto per eleggere il Parlamento della Tunisia. Da oggi al 26 ottobre gli oltre 54mila cittadini tunisini che si sono registrati per votare in Italia potranno andare alle urne nei 79 seggi allestiti su tutto il territorio della penisola per eleggere i tre deputati. I tunisini all'estero sono i primi a votare; poi domenica sarà la volta dei residenti in Tunisia. Si tratta delle seconde elezioni dalla cacciata di Zine el-Abidine Ben Ali dopo 23 anni al potere; le prime si erano tenute a ottobre del 2011. Chi si è registrato potrà votare anche per le elezioni presidenziali di novembre: in quel caso i residenti all'estero andranno alle urne dal 21 al 23 novembre, mentre in madrepatria si voterà solo giorno 23 novembre. Di seguito una panoramica con le principali informazioni sul voto dei tunisini in Italia.

GLI ISCRITTI AL VOTO IN TUNISIA E ALL'ESTERO. Sono 5,2 milioni in totale gli iscritti al voto per questa tornata elettorale, fra Tunisia e altri Paesi. Di questi, 300mila si sono registrati per votare all'estero, fra cui 54.478 in Italia. Si stima che il corpo elettorale tunisino si aggiri fra 7 e 8 milioni di persone, mentre la popolazione totale del Paese è di circa 10,7 milioni di abitanti.

IN ITALIA CIRCA 54MILA ISCRITTI, 9MILA IN MENO DEL 2011. Per votare in Italia si sono registrate 54.478 persone. Nelle prime elezioni post rivoluzione invece, a ottobre 2011, si erano iscritti in 63.581. È stato registrato dunque un calo di 9.103 iscritti. Lo spettro astensione è il fattore più temuto in queste elezioni anche in madrepatria: una volta svanita l'ondata di fiducia portata dalla rivoluzione, sono tanti i problemi che restano da affrontare e sono tanti anche i delusi. Il territorio italiano è suddiviso in cinque circoscrizioni consolari: Milano (con 20.616 iscritti), Roma (con 9.384 iscritti), Genova (con 12.953 iscritti), Napoli (con 4.594 iscritti) e Palermo (con 6.540 iscritti). Tutte le altre grandi regioni sono assorbite all'interno di una di queste circoscrizioni: per esempio il Piemonte (a Torino ci sono 631 iscritti al voto) fa parte della circoscrizione consolare di Genova e il Veneto rientra nella circoscrizione di Milano.

LA COMUNITA' TUNISINA IN ITALIA. Al 1° gennaio del 2014 i tunisini residenti in Italia erano 122.354. Secondo quanto risulta all'ambasciata della Tunisia, le comunità più grandi sono quella della Lombardia, dove vivono 65mila tunisini, e quella della Liguria, dove abitano 42mila tunisini.

DOVE E COME SI VOTA. Si vota nei 79 seggi distribuiti su tutto il territorio italiano in 76 città (Roma, Bologna e Parma hanno due seggi ciascuna). Da Palermo e Pachino a Milano, Torino e Venezia, passando per Roma, Napoli, Ancona e Firenze, oltre che ad Aosta e Cagliari. Solo per fare alcuni esempi. Nel 2011 invece i seggi erano 82. Può votare soltanto chi si è registrato entro le scadenze stabilite ed è necessario un documento di identità.

I TUNISINI ALL'ESTERO SCELGONO 19 DEPUTATI, 3 IN ITALIA. In questa tornata elettorale i tunisini sono chiamati a rinnovare il Parlamento eleggendo complessivamente 217 deputati. Di questi, 19 rappresenteranno i tunisini all'estero e tre di questi 19 saranno scelti in Italia. Nelle elezioni del 2011 erano stati scelti due deputati del partito Ennahda e uno di Ettakatol (quest'ultimo successivamente passato a Nidaa Tounes).

CHI SONO I CANDIDATI. In Italia sono state presentate 18 liste, che includono 12 partiti, 3 coalizioni e liste indipendenti. In Tunisia invece sono in lizza circa 150 partiti e circa 13mila candidati in un migliaio di liste. Quattro delle liste presentate in Italia hanno come capilista delle donne, e tra questi Ennahda ed Ettakatol (entrambi partiti membri della coalizione che ha governato il Paese dopo la cacciata di Ben Ali). Le due forze politiche date per favorite in questa tornata elettorale sono il partito islamico Ennahda, da molti criticato perché ritenuto estremista, e quello laico Nidaa Tounes, a cui molti contestano di avere aperto le porte ai benalisti.

LA CAMPAGNA ELETTORALE IN ITALIA E L'ESEMPIO DI TORINO. La campagna elettorale in Italia si è svolta dal 2 al 21 ottobre. Molte le attività organizzate dai partiti nelle diverse città per promuovere i propri candidati. Perlopiù gli aspiranti deputati si sono presentati alle comunità delle diverse zone d'Italia per fare conoscere il proprio programma. A Torino il candidato secondo in lista per Ennahda, Osama Sghair di Novara laureato in Scienze politiche, ha incontrato gli elettori domenica a Porta palazzo, dove in occasione della campagna elettorale ha fatto tappa anche Hamadi Jebali, ex premier della Tunisia da dicembre 2011 a marzo 2013. Jebali, tra i leader di Ennahda, ha ascoltato le richieste dei circa 150 sostenitori presenti in piazza della Repubblica, dove era stato allestito un banchetto del partito. Anche Nidaa Tounes ha organizzato incontri con i candidati a Torino. "Ennahda era già al governo e ha più vantaggio e anche più soldi da spendere in campagna elettorale, ma la gente ormai ha capito e non vuole più fare lo stesso errore", dice il coordinatore locale di Nidaa Tounes, Jemel Oueslati. Per i residenti all'estero la campagna elettorale è concentrata su questioni molto diverse dalla madrepatria: è tema ricorrente, per esempio, quello di modificare la regolamentazione del Fcr (Franchise pour changement de résidence), cioè la possibilità di rientrare in Tunisia con un'auto portata dall'estero, rendendo i limiti meno rigidi.

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