Trump vuole ridurre tetto rifugiati in Usa. E attacca Facebook: "È sempre stato contro di me"
Il presidente intende ammetterne al massimo 45mila nel prossimo anno fiscale

L'amministrazione del presidente Usa Donald Trump intende ammettere al massimo 45mila rifugiati negli Stati Uniti nell'anno fiscale che comincerà il 1° ottobre. È quanto riferisce un ex funzionario Usa, spiegando che la Casa Bianca ha fissato questo tetto dopo una discussione accesa tra diversi funzionari, alcuni dei quali volevano ulteriormente abbassare il limite massimo. Lo scontro, spiega la fonte, è tra chi intendeva collocarsi nel solco indicato da Trump in campagna elettorale sul taglio dell'immigrazione e gli esperti di politica estera, che sostenevano invece che accogliere rifugiati sia vitale per garantire che gli altri Paesi mantengano aperti i loro confini. Se gli Stati Uniti accetteranno effettivamente 45mila rifugiati nell'anno fiscale 2018, sarà il livello più basso di immigrati ammessi nel Paese dall'anno fiscale 2006, quando gli Usa accolsero 41.223 persone, stando ai dati del dipartimento di Stato. Un portavoce di questo dipartimento si è rifiutato di commentare la notizia, precisando che il segretario di Stato Rex Tillerson e la segretaria per la Sicurezza interna facente funzioni Elaine Duke consulteranno il Congresso oggi.

Nelle sue due versioni del cosiddetto 'travel ban', Trump aveva indicato che gli Usa avrebbero dovuto accettare al massimo 50mila rifugiati per il reinsediamento permanente nell'anno fiscale 2017, che si conclude il 30 settembre. Meno della metà dei 110mila autorizzati dall'ex presidente Usa Barack Obama. In parte per via degli ostacoli venuti dalla giustizia a quei decreti, nell'anno fiscale 2017 gli Usa hanno alla fine accettato oltre 50mila rifugiati. Stando al dipartimento di Stato, sono 51.392 i rifugiati accolti fino ad agosto di quest'anno.

ATTACCO A FACEBOOK. "Facebook è sempre stato anti-Trump". Su Twitter il presidente trova inoltre il tempo per attaccare il social network di Mark Zuckerberg, aggiungendo che anche New York Times e Washington Post sono contro di lui. Tuttavia, prosegue, "il popolo è pro-Trump!". "Collusione?" si chiede l'inquilino della Casa Bianca.

E continua: "Nessun presidente ha realizzato quello che noi abbiamo realizzato nei primi nove mesi e l'economia ruggisce".

 

 

 

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