Tria e Moscovici
Tria risponde alla Commissione Ue: "Confermata la manovra italiana"

La risposta del ministro alle critiche del 18 ottobre è partita alle 11 e 55. Ribaditi il quadro macroeconomico e le scelte del governo

Oggi, alle 11.55, il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha inviato al vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, e al Commissario Ue agli affari economici e Monetari, Pierre Moscovici, la risposta alla loro lettera del 18 ottobre scorso, in cui chiedevano chiarimenti sul Documento Programmatico di Bilancio (DPB) 2019. Lo rende noto il Mef. Il ministro Tria - viene sottolineato - ribadisce il quadro macroeconomico contenuto nel DPB e i termini della politica economica del governo, finalizzata a stimolare crescita per favorire la riduzione del debito pubblico. Un sostegno importante alla crescita economica è atteso dal rilancio degli investimenti, sia pubblici che privati che in capitale umano, e dalle riforme strutturali che il governo intende mettere in atto.

Martedì la Commissione Ue si riunirà e darà a sua volta una risposta. Moscovici sembra orientato a chiedere all'Italia dei cambiamenti una riscrittura. Altre sono per una bocciatura tout court.

Impegno a intervenire - "Qualora i rapporti debito/Pil e deficit/Pil non dovessero evolvere in linea con quanto programmato, il governo si impegna a intervenire adottando tutte le misure necessarie affinché gli obiettivi indicati siano rigorosamente rispettati". E' quanto scrive il ministro dell'Economia Giovanni Tria nella lettera di risposta alla commissione Ue.

Fiducioso sul chiarimento -  Scrive ancora Tria: "Il governo è fiducioso che quanto esposto sia sufficiente a chiarire l'impostazione della manovra di bilancio e che quest'ultima non esponga a rischi la stabilità finanziaria dell'Italia, né di altri paesi dell'Unione europea. Riteniamo che il rafforzamento dell'economia italiana sia anche nell'interesse dell'economia europea".

La Borsa, che in mattinata era stata in territorio positivo con punte oltre l'1%, è scesa in negativo perdendo circa mezzo punto in corrispondenza di una risalita dello spread oltre quota 300 (302,2, ma è stato anche a 307) con il rendimento dei titoli decennali del debito italiano a 3,46%.

Continuare il dialogo - "Pur riconoscendo la differenza delle rispettive valutazioni - scrive Tria -, il governo italiano continuerà nel dialogo costruttivo e leale così come disciplinato dalle regole istituzionali che governano l'area Euro. Il posto dell'Italia è in Europa e nell'area Euro".

Conte - Mentre la lettera di Tria partiva per Bruxelles, si è aperta alla Sala Stampa Estera la conferenza stampa del premier Giuseppe Conte. Nella lettera inviata all'Ue "abbiamo ribadito che noi siamo assolutamente in Europa, vogliamo dialogare con le istituzioni, vogliamo che l'interlocuzione si svolga con collaborazione e con un dialogo costruttivo, non mettiamo in discussione il ruolo della Commissione Ue. Nella lettera abbiamo spiegato la direzione della nostra politica economica e i nostri obiettivi, ma siamo disponibili a sederci a un tavolo". per proseguire il confronto - ha detto il premier - Se un commissario europeo prima di ricevere la manovra, di leggerla e di studiarla, mi dice che verrà rigettata, io dico che questo è un pregiudizio ed è inaccettabile che provenga da chi ha la responsabilità di rappresentare un'istituzione". Al vertice del Consiglio europeo, ha aggiunto, "ho chiesto di coltivare uno spirito costruttivo e consentirci di spiegare la manovra. Se il giudizio viene anticipato è inaccettabile, tanto è vero che chi ha anticipato il giudizio ha precisato 'questa è una mia opinione personale', ma le opinioni personali quando si rappresenta una istituzione non devono essere espresse". E sulla possibile bocciatura Ue, Conte ha commentato: "Se arriverà una bocciatura ci siederemo intorno a un tavolo e la valuteremo insieme". 

Poi il premier è entrato nel dettaglio. "Abbiamo lavorato e studiato a lungo tutti i trend, rivisto i fondamentali dell'Economia italiana e siamo arrivati alla consapevolezza che l'Italia continuando sulla stessa strada sarebbe andata in recessione. Il ministro dell'Economia, Savona, tutti gli esperti ci hanno dissuaso dal continuare su quella strada - ha spiegato il premier - sembra una scelta azzardata ma dobbiamo confrontarci con la realtà e la realtà è che il deficit non era più quello previsionale ma non essendo cresciuto il Pil era andato al 1,2%. Poi c'è uno 0,7% aggiuntivo per disattivare le clausole Iva: Il 2,4% significa aver programmato uno 0,4% aggiuntivo pressochè dedicato agli investimenti per favorire la crescita". Per Conte "tutte le promesse elettorali ci costano 17 miliardi, in parte tutti finanziati con la crescita. Il problema è di chi ci programmava una crescita allo zero virgola e noi programmiamo l'1,5%".

Salvini - Il vicepremier e ministro dell'Interno, durante un punto stampa in via Bellerio, ha ribadito che "la manovra la fa il governo italiano e i capisaldi della manovra non si toccano. Stiamo risolvendo alla Commissione Ue in termini assolutamente garbati e costruttivi, se ci sono proposte sono benvenute". E ancora. "Le manovre economiche lacrime e sangue spedite via fax da Bruxelles con noi non funzionano. Se vogliono capire, glielo spieghiamo provvedimento per provvedimento. Siamo pronti a dialogare e a confrontarci", ha detto rispondendo alla domanda su cosa accadrà in caso di bocciatura formale al documento programmatico da parte dell'Europa. "Da Moscovici a Juncker, se vorranno venire, troveranno le porte da me spalancate - ha aggiunto - Ma sui principi cardine e sugli investimenti della manovra indietro non si torna. Se arriverà una lettera critica, risponderemo con una lettera di dialogo e vediamo chi scrive più lettere".

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