Tibet, monaco si dà fuoco in monastero Kirti e muore: è 108° dal 2009

Pechino (Cina), 17 mar. (LaPresse/AP) - Un monaco tibetano di 28 anni si è dato fuoco all'interno del monastero di Kirti, nell'ovest della Cina, ed è morto successivamente in ospedale. Lo riferisce Radio Free Asia secondo cui Lobsang Thokmey, questo il nome del giovane, è il 108° tibetano ad avere compiuto un'autoimmolazione da febbraio 2009 in segno di protesta contro le restrizioni religiose imposte dal governo cinese.

AUTOIMMOLAZIONE A 5 ANNI DA REPRESSIONE KIRTI. Per darsi fuoco Thokmey ha scelto il giorno del 5° anniversario della repressione compiuta nell'area dal governo di Pechino nel 2008, quando la polizia sparò sulla folla uccidendo almeno 10 persone. Il giovane si è dato fuoco all'interno della sua stanza; poi, portando la bandiera tibetana, ha corso in direzione dell'ingresso ed è caduto a terra. È morto successivamente in ospedale.

IL MONASTERO DI KIRTI SOTTO OSSERVAZIONE. Il monastero di Kirti, nella contea montagnosa di Aba nella provincia cinese del Sichuan, è uno dei centri del dissenso nei confronti del governo di Pechino. Proprio questo mese il governatore della prefettura di Aba, Wu Zegang, ha accusato i monaci di Kirti di collaborare con i tibetani in esilio, compreso il Dalai Lama, per organizzare le immolazioni, ma non ha offerto alcuna prova. Il Dalai Lama e i tibetani in esilio sostengono invece che le proteste siano causate dai controlli repressivi delle autorità cinesi. Il monastero di Kirti è sotto osservazione speciale, con quattro veicoli della Polizia armata del popolo, forza paramilitare, che stazionano permanentemente davanti all'ingresso principale. A riportarlo è il quotidiano cinese Global Times, edito dal quotidiano People's Daily megafono del partito comunista. L'area è inaccessibile ai giornalisti stranieri, rendendo così impossibile verificare quali siano le condizioni nella zona.

LE RESTRIZIONI IMPOSTE AI MONACI TIBETANI. La scorsa settimana sempre il Global Times ha confermato le notizie che circolavano tra gli attivisti tibetani, secondo le quali ai familiari di coloro che compiono autoimmolazioni viene negata la restituzione dei corpi. Inoltre ai monaci viene impedito di pregare per loro. Recentemente le restrizioni sulle attività religiose sono state inasprite e per i monaci che chiedono un congedo è necessario presentare richiesta all'ufficio di gestione del monastero, gestito dal governo. I monaci sono obbligati a compiere diverse ore a settimana di lezioni di "educazione patriottica" cinese, impiegando tempo solitamente usato invece per studi religiosi.

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