Tibet, 2 uomini si danno fuoco contro governo Cina, video su YouTube

Pechino (Cina), 21 giu. (LaPresse/AP) - Nuovo caso di auto-immolazioni da parte di tibetani in Cina. Due uomini si sono dati fuoco mercoledì in segno di protesta contro il governo di Pechino e il gruppo di tibetani in esilio Tibetan Youth Congress ha diffuso un video che mostra la scena. Uno dei due uomini è morto, mentre l'altro è in condizioni gravi, conferma anche l'agenzia di stampa di Stato Xinhua News Agency. L'associazione spiega via e-mail che l'episodio si è verificato nella prefettura cinese di Yushu, nella provincia occidentale di Qinghai, in cui vivono molti tibetani. Il filmato, che dura sette secondi, mostra i due uomini che tengono bandiere per l'indipendenza del Tibet mentre le fiamme li avvolgono. Entrambi inciampano e cadono, e poco dopo uno dei due si rialza e comincia a correre per strada in fiamme. Si vedono inoltre diversi passanti, compresa una donna che prende la sua auto vicino ai due uomini e va via. È stato un cittadino a riprendere l'episodio e Radio Free Asia ha postato il video su YouTube.

I due tibetani sono stati identificati da Tibetan Youth Congress come il 24enne Tenzin Khedup, il giovane che è morto, e il 22enne Ngawang Norphel, gravemente ferito. Secondo Xinhua, l'uomo che è morto era un pastore del posto e il sopravvissuto era un falegname immigrato dalla prefettura di Aba, nella provincia di Sichuan. Il gruppo ha diffuso anche alcune foto dei corpi bruciati.

Sono una trentina le persone che si sono immolate nell'ultimo anno nelle aree tibetane della Cina in segno di protesta contro il governo di Pechino. Non tutti gli episodi sono stati confermati dalle autorità cinesi. L'ultimo caso del quale si ha notizia era stato riportato lo scorso 15 giugno dall'agenzia Xinhua: una persona era morta dopo essersi data fuoco nella prefettura autonoma tibetana di Huangan. Il governo centrale cinese attribuisce al Dalai Lama la responsabilità delle immolazioni, ma il leader spirituale sostiene che queste proteste estreme siano il risultato dell'approccio repressivo di Pechino in Tibet.

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