Thailandia, ragazzini nella grotta: immersioni per uscire oppure mesi d'attesa
I bambini sono deboli e molti non sanno nuotare, l'alternativa è aspettare che il livello dell'acqua all'interno della caverna si abbassi

Dopo l'esultanza per il ritrovamento dei ragazzini intrappolati da nove giorni in una caverna allagata in Thailandia, tutti vivi, si corre contro il tempo nell'incertezza su come portarli in salvo. I soccorritori e i militari, che stanno valutando le opzioni possibili, hanno ipotizzato due scenari principali: i 12 bambini e il loro allenatore dovranno imparare la tecnica per le immersioni subacquee, oppure restare nella caverna di Tham Luang per mesi in attesa che il livello dell'acqua si abbassi.

Le grotte di Tham Luang sono tra le più lunghe della Thailandia, con un'estensione di 10 chilometri, e sono anche tra le più difficili da percorrere, soprattutto durante i mesi delle piogge. Per questo, all'ingresso un cartello mette in guardia gli aspiranti visitatori invitandoli a non entrare da luglio a novembre.

I sommozzatori sono riusciti lunedì a raggiungere il gruppo, composto da 12 ragazzini di una squadra di calcio giovanile thailandese, di età compresa tra 11 e 16 anni, e dal loro allenatore 25enne. Un video ha mostrato i bambini raggruppati su una superficie asciutta nella caverna, circondati dall'acqua. I soccorritori, tra cui un medico, lavorano per allestire una linea telefonica via cavo con cui i bambini potranno parlare con le proprie famiglie. Cibo e medicine, tra cui gel ipercalorico e paracetamolo, sono stati forniti al gruppo, mentre le autorità valutano come portarlo in salvo. Una corsa contro il tempo, perché va fatto prima che tornino piogge come quelle che hanno causato l'allagamento. I ragazzini ora riescono a respirare grazie alla bolla d'aria rimasta nella caverna.

Il vice governatore della provincia di Chiang Rai, Passakorn Boonyarat, non ha voluto fornire una previsione di quanto tempo la squadra potrà restare intrappolata, ma ha parlato di quattro mesi, aggiungendo che quanti saranno in grado di uscire potranno farlo al più presto. Secondo vari media, molti bambini non solo non sanno fare immersioni, ma non sanno neppure nuotare.

I sommozzatori Seal hanno impiegato sei ore per attraversare gli impervi corridoi allagati e fangosi, spesso totalmente bui, che collegano la caverna all'imbocco esterno. E affermano che il rischio di panico, annegamento e incidenti sia alto per i bambini, indeboliti, spaventati e del tutto inesperti. Se l'ipotesi dell'immersione sarà esclusa, c'è anche quella di trivellare un tunnel attraverso cui evacuare i ragazzini - delle squadre esplorano la zona in cerca di via già esistenti - oppure resta la lunga attesa che l'acqua si ritiri. La stagione delle piogge è appena iniziata ed è probabile che il livello dell'acqua salga ancora.
 

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