Test gas diesel su umani e scimmie. Ue: "Sotto shock". ​E lo scandalo si allarga ai Paesi Bassi
Intanto Volkswagen licenzia un manager. La portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas: "Speriamo che le autorità tedesche facciano chiarezza presto"

Lo "scandalo test" che sta investendo l'industria dell'auto tedesca non accenna a diminuire. E tra gli alti dirigenti di Volkswagen, una delle case automobilistiche che secondo le ricostruzioni della stampa avrebbero finanziato test su scimmie ed esseri umani per valutare gli effetti degli scarichi diesel, si registra la prima sospensione. L'azienda di Wolfsburg ha reso noto di aver accettato la proposta avanzata da Thomas Steg, a capo delle Relazioni esterne e della Sostenibilità del gruppo, di essere temporaneamentee sollevato dalle proprie mansioni finché le vicende riferite prima dal New York Times e quindi da Sueddeutsche Zeitung e Stuttgarter Zeitung non saranno state "completamente investigate". Lo si apprende da un comunicato stampa, nel quale il fabbricante di vetture conferma di essere al lavoro per chiarire quanto accaduto durante i test svolti dall'Eugt, il Gruppo europeo di Ricerca sull'Ambiente e la Salute nel settore dei Trasporti fondato insieme a Daimler e Bmw, che a loro volta hanno preso ieri le distanze dalla vicenda anticipando che ci saranno indagini interne.

"Siamo attualmente nel processo di investigazione del lavoro del gruppo di ricerca, che è stato sciolto nel 2017, e stiamo traendo le necessarie conclusioni. Il sig. Steg ha dichiarato che si assume la piena responsabilità e rispetto la sua decisione", ha chiarito il ceo di Volkswagen, Matthias Müller. Steg, dal canto suo, ha ammesso parlando alla Bild di essere stato informato in anticipo dell'esperimento svolto sulle scimmie negli Stati Uniti.

Per quanto riguarda i test tedeschi svolti ad Aquisgrana nel 2013 e 2014 sugli umani, ha invece precisato che i volontari erano stati esposti "a livelli molto più bassi di quelli che si registrano in molti posti di lavoro" e che nessuno aveva subito alcun danno. D'altra parte, stando a quanto scrive il quotidiano tedesco Handelsblatt, il presidente del comitato scientifico dell'Eugt, Helmut Greim, avrebbe spiegato già nel settembre 2016 davanti ai membri della commissione parlamentare tedesca chiamata a indagare sul Dieselgate che gli effetti dell'inalazione delle emissioni erano note agli scienziati proprio in seguito ai test sugli animali, senza che i politici presenti facessero domande a riguardo. Dopo che la cancelliera tedesca Angela Merkel ha definito tramite il suo portavoce i test "inaccettabili", a livello europeo si alzano intanto nuove voci indignate.

"Siamo scioccati dalla notizia come chiunque altro. Prendiamo nota dell'intenzione delle autorità tedesche di investigare sulla vicenda e speriamo che lo facciano", ha commentato durante un briefing con la stampa a Bruxelles la portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas. Mentre la commissaria europea Elzbieta Bienkowska ha definito a sua volta via Twitter "non etica e inaccettabile" una sperimentazione di questo tipo, domandandosi se sia colpa di pochi individui o piuttosto di "un problema sistemico di cultura aziendale". A emergere, per il momento, è che potrebbe non trattarsi solo di una questione tedesca. I media olandesi hanno infatti raccolto le testimonianze di scienziati che spiegano come nei Paesi Bassi siano stati condotti "per anni" esperimenti analoghi sulle emissioni diesel. Uno di loro, il tossicologo Flemming Casse, ha definito lo scandalo "una tempesta in un bicchiere", spiegando che si tratta di test condotti nel rispetto di condizioni rigorose e previa autorizzazione di un comitato etico. 

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