Tesoro Hitler, museo di Berna accetta collezione lasciata da Gurlitt

Berlino (Germania), 24 nov. (LaPresse/AP) - Il Kunstmuseum di Berna, in Svizzera, ha acconsentito ad accettare il cosiddetto 'tesoro di Hitler' o 'tesoro dei nazisti' che le ha lasciato in eredità il collezionista tedesco Cornelius Gurlitt, ma ha precisato che collaborerà con le autorità della Germania per garantire che le opere tolte dai nazisti a proprietari ebrei vengano restituite. Lo ha annunciato ai giornalisti a Berlino il presidente del museo, Christoph Schaeublin, spiegando che la decisione è giunta dopo lunghe e difficili deliberazioni. Si tratta della collezione di 1.280 capolavori d'arte, tra cui opere di Pablo Picasso e Marc Chagall, che nel 2012 le autorità tedesche trovarono nell'appartamento di Gurlitt a Monaco, che stavano perquisendo nell'ambito di una indagine per evasione fiscale.

Gurlitt è morto a maggio e aveva designato come unico erede proprio il museo di Berna. Poco prima di morire, l'uomo aveva raggiunto un accordo con il governo tedesco per verificare se centinaia di opere fossero state saccheggiate dai nazisti sottraendole agli ebrei. In base all'accordo raggiunto dal museo con le autorità della Germania, una task force messa in piedi dal governo continuerà a indagare sulle opere per risalire alla loro origine. Tutti i capolavori resteranno in Germania finché il gruppo non terminerà il suo lavoro e un aggiornamento sulla ricerca è atteso nel corso del 2015. Uno dei cugini di Gurlitt ha rivendicato la proprietà di alcune opere e una Corte di Monaco ha stabilito oggi che questa questione andrà risolta prima che la collezione lasci la Germania. La collezione è stata soprannominata 'tesoro di Hitler' dal momento che Cornelius Gurlitt l'aveva ereditata dal padre, Hildebrand Gurlitt, commerciante d'arte morto nel 1956 che commerciava opere confiscate agli ebrei dai nazisti.

Il ritrovamento risale al 2012 ma fu reso pubblico solo a novembre del 2013. A quel punto le autorità tedesche, affrontando molte critiche da parte di gruppi ebrei ed esperti d'arte per avere mantenuto segreta la scoperta così a lungo, si affrettarono a pubblicare online i dettagli dei dipinti e avviarono una task force per accelerarne l'identificazione, accertando che almeno 458 dei capolavori erano stati rubati dai nazisti. Alcuni dei quadri rientrano nelle opere classificate nel Terzo Reich come 'arte degenerata' e sequestrate dai musei tedeschi nel 1937 o poco dopo. Per 'arte degenerata' si intendono opere perlopiù moderne o astratte realizzate da artisti che il regime di Adolf Hitler riteneva avessero caratteristiche "devianti", spesso attribuite alla corruzione ebrea, che potevano influenzare negativamente i cittadini. La storia di Gurlitt emerse appunto nel novembre del 2013, quando a seguito delle rivelazioni del magazine tedesco Focus le autorità rivelarono la scoperta. Il ritrovamento era avvenuto precisamente il 28 febbraio del 2012 durante una perquisizione scattata nell'ambito di un'indagine per evasione fiscale, che aveva preso il via a seguito di un controllo di routine su un treno Zurigo-Monaco a settembre del 2010. Secondo Focus a essere controllato era stato proprio Cornelius Gurlitt, trovato con diversi soldi in contanti.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata