Terrorismo, violenza, sacrificio e media: gli strumenti del Jihad
Ecco le caratteristiche del 'combattente' e il quadro entro il quale si muove il terrorismo internazionale

Camaleontico, moderno, liquido ma anche con specifiche caratteristiche. I Servizi segreti italiani hanno 'dipinto' il quadro entro il quale si muove il terrorismo internazionale. Ecco le caratteristiche del 'combattente'.

Assume la violenza come elemento costitutivo della propria identità. Enfatizza e celebra la bellezza del sacrificio e promette redenzione, ordine e giustizia. Rifiutando confini e nazionalità, acquista valenza unificante agli occhi dei volontari provenienti da tutto il mondo, per certi versi accreditando, nell'immaginario dei mujahidin, un superamento dell'idea stessa di foreign fighter (chi  è  straniero quando i confini sono aboliti ed un nuovo ordine si sta creando?). La modulazione del linguaggio, ora pseudo-ieratico, ora didascalico e semplificatorio, è favorita dalla varietà degli strumenti e dei veicoli impiegati.

L'organizzazione si avvale a tale scopo: dell'expertise delle sue case di  produzione (la  più  nota  delle  quali  è al  Hayat  Media  Center) che  si  rivolgono ad un  pubblico soprattutto  occidentale; di una vasta platea di sostenitori e simpatizzanti che si raccordano  utilizzando i social  network; della pubblicazione di alcune riviste, anche in lingue occidentali (su tutte, Dabiq , edito sin dal 2014 in inglese, Dar al Islam in francese, Costantinople in turco, Èctok  in russo); della divulgazione di una consistente quantità di video di ottima fattura  e  dalle tecniche diversificate, nei quali la violenza delle immagini-propria di certa 'guerra psicologica'- si alterna a filmati di taglio documentaristico/celebrativo.

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