Terrorismo, Ue: Attacchi con armi chimiche sono possibili
de Kerchove: E' necessario studiare i "nuovi modus operandi" dei jihadisti

E' necessario studiare i "nuovi modus operandi" dei jihadisti, mentre l'uso di armi chimiche per compiere attentati "è una possibilità". Lo ha dichiarato il coordinatore antiterrorismo dell'Unione europea, Gilles de Kerchove, dopo essere intervenuto al Parlamento europeo. "Bisogna riflettere su tutte le forme di minaccia possibile: sebbene attualmente non esista una minaccia chimica, essa è una possibilità", ha detto. L'uso di tali sostanze da parte dei jihadisti, ha spiegato, per commettere attentati è una realtà in Paesi come Siria e Iraq, dove "5mila persone sono andate dall'Europa per imparare".
 

Quindi queste persone, che dopo aver combattuto tornano nei loro Paesi di origine, hanno "il tempo di imparare a usare gli strumenti chimici". Secondo de Kerchove è perciò "essenziale" analizzare "la possibilità di attacchi con armi che non conosciamo come tali", come accaduto nella strage del 14 luglio a Parigi, commessa con un camion lanciato contro la folla. "Bisogna avere immaginazione", ha sottolineato, ricordando che una difficoltà nell'affrontare le minacce deriva dalla "grande diversità" sia nei profili degli attentatori, sia nei loro mandanti.
 

 "Ci sono reti jihadiste e attori 'solitari', alcuni vincolati a organizzazioni o ispirati da esse, altri semplicemente ideati da persone squilibrate", ha continuato. Per far fronte alle minacce, per de Kerchove "occorre individuare il più velocemente possibile la radicalizzazione", con piani locali, scambio di informazioni tra Paesi e attenzione al web, "convertito in uno strumento per propagandare l'ideologia e per dirigere le azioni terroriste".

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