Terremoto di 7,1 in Messico, almeno 216 morti. Crolla scuola, bimbi in trappola
La capitale allo stremo delle forze, 4,6 milioni di case sono senza luce. Si cercano dispersi e si temono mille morti

Sono oltre 200 i morti in Messico per il terremoto di magnitudo 7.1 sulla scala Richter che ha colpito il centro del Paese, facendo crollare circa 40 edifici nella capitale. Erano le 13.14 ora locale di martedì (le 20.14 in Italia) quando la terra ha cominciato a tremare, portando migliaia di residenti a riversarsi per le strade.

A Città del Messico è proseguito per tutta la notte il lavoro dei soccorritori per cercare superstiti sotto le macerie di una scuola crollata, la 'Enrique Rebsamen': secondo l'ultimo bilancio riportato dai media locali, qui sono 37 i morti, di cui 32 bambini, mentre sono già state tratte in salvo 14 persone e si stima che 20 siano ancora sotto le macerie. Con la luce di torce e riflettori alimentati dai generatori, le ruspe scavavano per rimuovere i detriti sotto gli occhi dei genitori in attesa di avere notizie dei propri figli: la scuola era frequentata da bambini di età compresa fra 3 e 14 anni. I soccorritori hanno individuato una bambina viva sotto le macerie e riferiscono di averle visto muovere la mano e di averle passato una pompa per consentirle di bere dell'acqua. Sono in corso le operazioni per tentare il salvataggio e la tv Televisa le trasmette in diretta.

Sul bilancio complessivo delle vittime non c'è chiarezza, ma di sicuro i morti superano i 200, almeno la metà dei quali nella capitale: la protezione civile aveva rivisto in mattinata il dato a 217 morti, ma l'ultimo bilancio fornito dal ministro dell'Interno Miguel Angel Osorio Chong è di 224 morti. Di questi, 117 a Città del Messico, 39 nello Stato di Puebla, 55 a Morelos, 12 nello Stato di Messico e uno in quello di Guerrero.

Altre undici persone sono morte all'interno di una chiesa nello Stato messicano di Puebla: lo riferisce la stessa arcidiocesi, spiegando che quattro delle vittime sono bambini e fra loro c'è il neonato che si stava battezzando. La chiesa crollata è quella di Santiago Apostol, del XVII secolo.

L'epicentro - riferisce l'istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs) - è stato individuato vicino Atencingo, nello Stato di Puebla, a circa 120 chilometri di distanza da Città del Messico, a 51 chilometri di profondità. Il sisma è giunto mentre il Messico stava ancora provando a risollevarsi dal terremoto più forte che lo avesse mai colpito negli ultimi 85 anni, quello di magnitudo 8.1 registrato nella notte fra il 7 e l'8 settembre davanti alle coste del Chiapas, nel quale sono morte almeno 90 persone. E la nuova scossa è giunta anche nel 32esimo anniversario del tragico terremoto del 1985, che provocò circa 10mila morti e 30mila feriti. Coincidenza che, secondo alcuni, potrebbe avere aggravato il bilancio: pare infatti che diversi residenti abbiano scambiato gli allarmi scattati per il terremoto con quelli di un'esercitazione anti-sismica che si stava svolgendo proprio in occasione dell'anniversario. Solidarietà e offerte d'aiuto al Messico da tutto il mondo.

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