Tensioni a Gaza, raid Israele e razzi Hamas: uccisi due adolescenti palestinesi
Il fuoco incrociato giunge dopo le nuove sanguinose proteste di venerdì al confine fra Gaza e lo Stato ebraico

Nuove tensioni nella Striscia di Gaza. Israele ha realizzato una serie di raid aerei sabato contro obiettivi di Hamas a Gaza e in uno degli attacchi sono stati uccisi due adolescenti palestinesi. Mentre nella notte dalla Striscia sono stati lanciati - stando a quanto riferisce l'esercito israeliano (Idf) - 31 razzi, sei dei quali intercettati dal sistema di difesa aerea Iron Dome.

Il fuoco incrociato giunge dopo le nuove sanguinose proteste di venerdì al confine fra Gaza e lo Stato ebraico, in cui due palestinesi sono stati uccisi e oltre 220 sono rimasti feriti: le vittime sono un 15enne e un 20enne. "È la più grande offensiva da Protective Edge", cioè dalla guerra del 2014 fra Hamas e Israele, ha affermato il capo dell'aviazione israeliana, il brigadier generale Tzvika Haimovic.

I due ragazzini palestinesi, di 15 e 16 anni, sono stati uccisi in un raid israeliano contro un immobile nella zona ovest di Gaza City. Il ministero della Sanità della Striscia di Gaza spiega che i due si trovavano in strada sotto l'edificio proprio al momento dell'attacco; ma per l'esercito l'edificio era utilizzato da Hamas a fini militari. Fonti mediche palestinesi e il ministero della Sanità di Gaza, inoltre, riferiscono che nei raid israeliani di sabato pomeriggio sono rimasti feriti 15 palestinesi, due a Rafah, nel sud della Striscia, e 13 a Gaza City.

Nelle prime ore del mattino l'esercito israeliano ha spiegato la sua versione: i raid contro Hamas sono "in risposta ad atti di terrore istigati durante le violente rivolte avvenute lungo la recinzione di sicurezza" al confine e a "continui attacchi incendiari che danneggiano il territorio di Israele quotidianamente con il lancio di palloni incendiari dalla Striscia di Gaza in territorio israeliano". In mattinata i raid dello Stato ebraico hanno colpito due "tunnel di Hamas", uno nel sud della Striscia e un altro nel nord, come pure altre infrastrutture in tutto il territorio. Gli obiettivi includevano "complessi usati per preparare attacchi terroristici incendiari e una struttura di addestramento terroristico di Hamas", riferisce l'esercito israeliano. Gli attacchi sono andati avanti tutto il pomeriggio. Hamas, dal canto suo, tramite il portavoce Fawzi Barhoum ha spiegato che i lanci di colpi di mortaio contro Israele sono stati effettuati "in risposta ai raid aerei israeliani". "La protezione e la difesa del nostro popolo sono un dovere nazionale e una scelta strategica", ha affermato.

Da mesi i palestinesi a Gaza manifestano contro il blocco decennale imposto da Israele alla Striscia e per il diritto al ritorno nei territori da cui sono scappati o sono stati cacciati durante la guerra legata alla fondazione dello Stato di Israele nel 1948. Dall'inizio delle proteste a marzo, e negli scontri scoppiati lungo il confine, sono stati uccisi da fuoco israeliano almeno 141 palestinesi. La maggioranza delle vittime palestinesi era coinvolta nelle proteste, mentre altri sono stati colpiti per avere provato di superare o danneggiare la recinzione di confine. Israele, che rivendica l'utilizzo di proiettili veri se necessario per difendere i suoi confini e fermare infiltrazioni, denuncia che Molotov, granate, pneumatici in fiamme e sassi sono stati lanciati contro i suoi soldati, ma nessun israeliano è rimasto ucciso. Accusa inoltre Hamas di provare a usare le proteste come copertura per attacchi contro lo Stato ebraico. 
 

 

 

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