Summit a Helsinki, Putin: "No interferenze in elezioni Usa". Trump: "Russiagate è una farsa"
Storico vertice nel palazzo presidenziale. Dal Russiagate alla Siria: tanti i nodi da sciogliere

Donald Trump si schiera con la Russia di Vladimir Putin sul Russiagate e prende di fatto le distanze dall'intelligence americana, attirando su di sé una bufera negli Stati Uniti, anche tra le file repubblicane. Nell'atteso faccia a faccia di Helsinki, durato oltre due ore nella cornice della Sala gotica del palazzo presidenziale finlandese, i presidenti di Russia e Usa hanno toccato un'ampia gamma di temi: dalla proliferazione nucleare alla Siria, dall'accordo sul nucleare iraniano al terrorismo, dai Mondiali di calcio alla Crimea. Temi poi approfonditi quando la discussione è stata estesa alle rispettive delegazioni nell'adiacente Sala degli specchi, per un pranzo di lavoro. Ma è sul Russiagate che si è concentrata l'attenzione nella conferenza stampa congiunta fiume, complice l'avidità di dettagli dei leader sugli altri contenuti specifici dei colloqui.

Il resoconto davanti alla platea di giornalisti si è aperto con una serie di dichiarazioni soddisfatte: "Ho la sensazione che io e il presidente Trump cominciamo a capirci meglio", ha detto Putin, parlando di "negoziati davvero proficui" in una "atmosfera franca e amichevole", "dobbiamo lasciare alle spalle il clima da Guerra fredda". E il tycoon gli ha fatto eco: "Le relazioni fra Usa e Russia non sono mai state peggiori di adesso, ma questo è cambiato quando quattro ore fa ci siamo incontrati in questi colloqui così proficui". Poi il capitolo Russiagate: le domande dei giornalisti si sono susseguite a raffica, e i due non si sono sottratti.

"Il presidente Trump ha sollevato la questione dell'interferenza russa nelle elezioni. Ripeto quanto ho già detto in tante occasioni: la Russia non ha mai interferito né mai interferirà negli affari interni americani e quindi nelle elezioni", ha introdotto l'argomento il leader del Cremlino. La parola è passata quindi a Trump: "Il presidente Putin dice che non è stata la Russia. Non vedo alcuna ragione per cui dovrebbe esserlo", ha risposto a chi gli chiedeva se credesse alle sue agenzie di intelligence o al presidente russo. Non solo, il repubblicano è andato oltre: l'indagine sul Russiagate "ha fatto disastri per i rapporti" fra Usa e Russia ed è una "vergogna che ci sia un'inchiesta del genere" perché è una "farsa", ha detto. Per le presidenziali Usa c'è stata una "battaglia onesta, ho battuto con facilità Hillary Clinton e la batterei di nuovo" e "non c'è stata nessuna collusione", ha rivendicato ancora, ribadendo di fatto quanto già affermato su Twitter in mattinata: "Il rapporto con la Russia non è mai stato peggiore, grazie a molti anni di follia e stupidità degli Stati Uniti e ora la caccia alle streghe".

 

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