SudCorea, udienza su richiesta di arresto dell'erede di Samsung
L'accusa nei suoi confronti è di corruzione

 In corso in Sud Corea l'interrogatorio a porte chiuse del vicepresidente ed erede di Samsung, Jay Y. Lee: un giudice dovrà decidere se il rampollo dell'azienda hi-teche deve essere arrestato per il presunto ruolo svolto nello scandalo di corruzione che ha già portato il Parlamento sudcoreano a mettere sotto accusa la presidente Park Geun-hye. Lee, 48 anni, vestito in scuro con una cravatta viola, non ha risposto alle domande dei giornalisti prima di entrare nel tribunale distrettuale di Seul, presidiato da alcuni agenti che hanno impedito l'ingresso ai giornalisti.

Un procuratore, lo scorso lunedì, aveva richiesto l'arresto del leader de facto della Samsung con l'accusa di corruzione, appropriazione indebita e falsa testimonianza. Lee, alla guida del più grande conglomerato economico della Corea del Sud da quando suo padre, Lee Kun-hee, gli ha lasciato il posto in seguito a un attacco cardiaco nel 2014, è stato interrogato la scorsa settimana per 22 ore consecutive presso l'ufficio del procuratore di Seul. Fonte Reuters - Traduzione LaPresse

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