Sud Corea, scandalo corruzione: erede Samsung sarà imputato
Terminate le indagini: la presidente Park tra i sospetti

Nuova tappa nello scandalo corruzione che ha travolto la presidenza della Corea del Sud. Il procuratore speciale che sta indagando sulla vicenda ha infatti indicato la presidente Park Geun-hye, attualmente sospesa dall'incarico, come sospetta criminale per il reato di corruzione, assieme a Choi Soon-sil, sua confidente e amica, già in custodia da tempo. Il procuratore, inoltre, ha fatto sapere che accuserà formalmente per corruzione il vice presidente di Samsung, Lee Jae-yong, assieme ad altri quattro dirigenti dell'azienda. Lee Jae-yong, arrestato il 17 febbraio per il suo coinvolgimento nello scandalo, è l'erede della famiglia fondatrice del colosso asiatico. Tra i reati a suo carico anche appropriazione indebita e occultamento di beni all'estero. L'uomo è accusato di aver autorizzato l'appoggio finanziario di Samsung a Choi Soon-sil, in cambio dell'approvazione del governo a un accordo sulla fusione di due sue controllate.

La decisione della Corte costituzionale sulla conferma dell'impeachment della presidente, votato a dicembre dal Parlamento, è attesa per le prossime settimane. L'ufficio del procuratore speciale darà un annuncio ufficiale sulla conclusione delle indagini il prossimo 6 marzo. 

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