Studenti scomparsi in Messico: trovate altre 4 fosse comuni a Iguala

Tixtla (Messico), 10 ott. (LaPresse/AP) - Altre quattro fosse comuni sono state scoperte dagli inquirenti vicino Iguala, nel sud del Messico, in base alle indicazioni fornite da alcuni nuovi arrestati nel caso di 43 studenti scomparsi lo scorso 26 settembre a seguito di scontri con la polizia. Lo ha annunciato il procuratore generale del Messico, Jesus Murillo Karam, aggiungendo che il numero degli arrestati è salito ora a 34. "Hanno riferito che i corpi degli studenti sono stati scaricati lì", ha detto Karam, senza precisare però quanti corpi si trovino nelle quattro nuove fosse.

Domenica 5 ottobre erano state trovate altre fosse comuni, con 28 corpi, nel quartiere povero di Pueblo Viejo. Dopo che la zona era stata circondata dagli agenti, che impedivano l'accesso, era scoppiata una protesta da parte di studenti e familiari degli studenti scomparsi, che chiedevano di avere notizie dei propri cari. Sui 28 corpi sono ancora in corso test del Dna per l'identificazione, ma il 6 ottobre uno degli arrestati ha confessato che proprio sul luogo del ritrovamento delle prime fosse erano stati uccisi 17 dei 43 giovani dispersi.

La scomparsa degli studenti risale appunto allo scorso 26 settembre, quando nel corso di una protesta della Scuola normale rurale di Ayotzinapa scoppiarono scontri con la polizia in cui morirono sei persone. Prima gli agenti spararono contro alcuni bus che erano stati sequestrati dagli studenti in protesta, uccidendo tre giovani e ferendone 25. Poi alcune ore dopo uomini armati a volto coperto spararono contro due taxi e un autobus che trasportavano una squadra di calcio su una vicina autostrada, uccidendo due persone che erano sul bus e una su un taxi. Dopo quegli scontri risultarono scomparsi 57 studenti, ma 14 sono stati ritrovati il 30 settembre, quindi da allora ne mancano all'appello 43. I procuratori attribuiscono alla polizia la responsabilità della scomparsa dei giovani, dal momento che gli investigatori hanno ottenuto alcuni video che mostrano che la polizia ha arrestato un numero imprecisato di studenti dopo i primi scontri e li ha portati via.

In relazione agli scontri del 26 settembre e alla scomparsa degli studenti sono state arrestate in totale 34 persone, di cui 26 agenti della polizia di Iguala, e almeno 29 di queste sono state incriminate (compresi 22 degli agenti). Inoltre ci sono ancora tre ricercati che dovrebbero essere interrogati. Si tratta del sindaco di Iguala Jose Luis Abarca, della moglie e dell'ex capo della polizia della città. Gli inquirenti sospettano che la polizia abbia consegnato gli studenti scomparsi a una gang della droga, che apparentemente avrebbe avuto dei legami con la famiglia del primo cittadino di Iguala. I giovani spariti e le loro famiglie provengono perlopiù dallo Stato messicano meridionale di Guerrero, dove vivono in condizioni di povertà e devono affrontare amministrazioni corrotte, trafficanti di droga e gruppi di vigilantes armati che sono proliferati in risposta all'assenza di regole nella regione. Il caso degli studenti scomparsi ha attratto appelli a fare giustizia da diverse parti del mondo, per esempio da parte del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e da parte dell'Organizzazione degli Stati americani (Oas), il cui segretario generale Jose Miguel Insulza ha detto che tutta l'America Latina è a lutto.

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