Strasburgo critica l'Italia: "Stop ai maltrattamenti in carcere"
"Pugni, calci e colpi di manganello": la denuncia del Comitato europeo per la prevenzione della tortura

Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o dei trattamenti inumani o degradanti (Cpt) del Consiglio d'Europa ha espresso "preoccupazione per le accuse di maltrattamenti fisici inflitti a persone private della libertà dalle forze dell'ordine o detenute in carcere" in Italia. E' quanto afferma una nota dell'organismo con sede a Strasburgo, che ha diffuso un rapporto a seguito di una visita in Italia ad aprile 2016, in cui viene anche sottolineato che "le persone in custodia non sempre godono delle garanzie previste dalla legge".

"Il Cpt raccomanda che le autorità italiane al massimo livello politico facciano una comunicazione formale alle forze dell'ordine, ricordando loro che i diritti delle persone in loro custodia devono essere rispettati e che il maltrattamento di tali persone sarà perseguito e sanzionato di conseguenza", afferma il rapporto, dopo aver citato vari casi di "maltrattamenti e/o uso eccessivo della forza" in particolare da parte di polizia e carabinieri.

Il rapporto cita come maltrattamenti rilevati "pugni, calci e colpi con manganelli al momento del fermo (e dopo che la persona era stata messa sotto controllo) e, in alcune occasioni, durante la custodia". Il Comitato sottolinea, nel documento, che "se l'emergere di informazioni che indicano maltrattamenti non è seguita da risposta pronta ed efficace, coloro che sono propensi a maltrattare (...) crederanno velocemente - e con buon motivo - di poterlo farlo impunemente".

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