Stragi negli Stati Uniti, i dem accusano Trump
Stragi negli Stati Uniti, i dem accusano Trump

Di Agnese Gazzera

Nuova giornata di sangue negli Stati Uniti, dove nel giro di poche ore 29 persone sono state uccise a colpi d'arma da fuoco in due sparatorie in Texas e Ohio. Stragi di massa che riaprono la mai risolta questione del controllo delle armi da fuoco, che divide profondamente gli americani e la politica. Mentre il presidente Donald Trump ha condannato le violenze e ordinato bandiere a mezz'asta in segno di lutto, un fiume di attacchi è stato rivolto contro di lui: il leit motiv è che con la sua intolleranza alimenti la violenza e che servano leggi più severe.

Sabato mattina 20 persone sono state ammazzate nei pressi di un supermercato in Texas, a El Paso, vicino alla frontiera messicana. Un 21enne bianco ha sparato sulle persone nell'area di un Walmart, causando anche 26 feriti di cui vari in condizioni critiche. La polizia, che ha catturato l'assalitore, ritiene possa essere un crimine d'odio. Il sospettato pochi minuti prima di aprire il fuoco avrebbe diffuso online un 'manifesto' contro "una invasione ispanica del Texas", facendo anche riferimento all'attacco commesso da un suprematista bianco in Nuova Zelanda. E su Twitter avrebbe espresso più volte sostegno alle politiche di Trump, in particolare sui migranti. Tra le persone uccise ci sono anche tre messicani. La procura ha annunciato che chiederà la pena di morte per lui, che i media hanno identificato come il 21enne Patrick Crusius. Circa 13 ore dopo, dall'altra parte del Paese, in Ohio, in un quartiere di ristoranti e locali nove persone sono state uccise e 26 ferite da un uomo che è stato ucciso dalla polizia. 

Dal campo Dem si è alzato un coro di accuse al magnate. Il candidato alle primarie in vista delle presidenziali Beto O'Rourke, originario di El Paso, l'ha accusato di "alimentare il razzismo" con i suoi discorsi contro gli immigrati, "portando alla violenza". Gli altri candidati Pete Buttigieg e Bernie Sanders si sono scagliati contro il "nazionalismo bianco", chiedendo nuove leggi per controllare l'accesso e l'uso delle armi da fuoco. "Smetta la sua retorica razzista, dell'odio e anti-immigrazione. Il suo linguaggio crea un clima che rafforza gli estremisti violenti", ha aggiunto Sanders. Dalla candidata Kamala Harris è arrivata l'esortazione ad agire: "Il Congresso deve avere il coraggio di approvare leggi ragionevoli sulla sicurezza delle armi da fuoco". E il favorito, Joe Biden, le ha fatto eco: "E' davvero tempo di agire e metter fine a quest'epidemia di violenza legata alle armi".  Lunedì la replica del capo della Casa Bianca: "I media hanno una grande responsabilità sulla vita e la sicurezza nel nostro Paese. Le fake news hanno contribuito notevolmente alla rabbia e all'ira che si sono accumulate nel corso di molti anni. La copertura delle notizie deve iniziare a essere equa, equilibrata e imparziale, o questi terribili problemi non faranno altro che peggiorare!". Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in quella che sembra un'accusa ai media dopo le stragi di El Paso e Dayton.

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