Strage San Bernardino, Apple contro ordine di 'forzare' iPhone
Cook definisce la richiesta un "passo senza precedenti che minaccia la sicurezza dei nostri clienti"

Apple si oppone all'ordine di un giudice federale americano di sbloccare il telefono utilizzato da un sospetto responsabile della sparatoria di San Bernardino, in California, in cui furono uccise 14 persone. Lo ha annunciato la compagnia con una nota firmata dall'amministratore delegato Tim Cook, pubblicata sul proprio sito web. L'ordine era arrivato dal tribunale su richiesta del dipartimento di Giustizia, che aveva chiesto ad Apple di aiutare a sbloccare l'iPhone 5 utilizzato da Syed Rizwan Farook.

Cook definisce l'ordine un "passo senza precedenti che minaccia la sicurezza dei nostri clienti" e ha "implicazioni che vanno ben oltre il caso legale in questione". Aggiunge che Apple ha collaborato con l'Fbi durante le indagini, "ma ora il governo Usa ci ha chiesto qualcosa che semplicemente non abbiamo, e che consideriamo troppo pericoloso creare. Ci hanno chiesto di creare un accesso secondario all'iPhone", facendo riferimento a una via di ingresso ai dati dello smartphone che oltrepassi i blocchi di sicurezza impostati dall'utente.

"Nelle mani sbagliate, questo software - che ad oggi non esiste - avrebbe il potenziale di sbloccare qualsiasi iPhone fisicamente in possesso di qualcuno", scrive Cook. Aggiungendo: "Costruire una versione di iOS che aggiri la sicurezza in questo modo creerebbe senza dubbio una 'porta secondaria'. E mentre il governo può sostenere che il suo uso sarebbe limitato a questo caso, non c'è modo di garantire tale controllo".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata