Strage Newtown, Obama commosso: Troppi casi simili, dobbiamo agire

Washington (Usa), 14 dic. (LaPresse) - "Abbiamo sopportato troppe tragedie simili in questi anni e ho sempre reagito non come presidente, ma come genitore". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in una dichiarazione relativa alla strage nella scuola di Newtown, in Connecticut, aggiungendo che "oggi i nostri cuori sono infranti per le madri, i padri, i fratelli, i parenti delle vittime e anche per i genitori dei sopravvissuti, perché l'innocenza dei loro bambini è stata strappata troppo presto".

Il presidente Usa, commuovendosi durante il discorso alla Nazione, ha sottolineato la necessità di agire. "Dovremmo unirci in azioni che evitino ne possano accadere altre", ha detto. "Dobbiamo dare il meglio e io come presidente farò tutto quello che è in mio potere. Tutti possiamo tendere la mano e ricordare che siamo lì per loro (i parenti delle vittime, ndr), preghiamo e facciamo loro capire che l'amore che provavano per i loro cari continuerà nel loro e nel nostro amore", ha concluso.

Intanto è subito scoppiata la polemica sulle regole per la vendita e il possesso delle armi da fuoco negli Stati Uniti e si sono moltiplicati gli appelli a Obama perché intervenga per limitarne la diffusione. Tra gli altri, si sono uniti anche quelli del sindaco di New York Michael Bloomberg e del reverendo della diocesi di Oakland.

Bloomberg è intervenuto nel dibattito rispondendo direttamente al discorso alla nazione tenuto ieri dal presidente Barack Obama, che ha detto sia tempo di agire per evitare nuove stragi ma non ha fatto accenno a quali misure concrete prendere, né ha citato le leggi sulle armi. "Chiedere azioni significative non è abbastanza, abbiamo bisogno che si agisca subito. Abbiamo già sentito in passato tutta quella retorica", ha detto in sindaco, aperto sostenitore di più rigidi vincoli all'acquisto e al possesso delle armi da fuoco.

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