Strage nella scuola in Florida. Uno studente espulso uccide 17 persone
Nikolas Cruz è entrato nel campus della Stoneman Douglas High School con un Ar15 sparando all'impazzata. In 5 anni, 291 attacchi negli istituti

Era armato con un fucile semiautomatico AR-15 l'ex studente responsabile della sparatoria del giorno di San Valentino in una scuola della Florida, il cui bilancio ufficiale è di almeno 17 morti. Le autorità non hanno fornito una spiegazione, non avanzando alcuna ipotesi sulle cause scatenanti alla base del gesto. Quello che si sa è che il killer è il 19enne Nikolas Cruz, che da quella Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland in cui ha aperto il fuoco, era stato espulso per motivi disciplinari. Attualmente risulta iscritto invece al sistema di scuole pubbliche della contea di Broward. Gli agenti lo hanno arrestato circa un'ora dopo l'inizio della tragedia, nella vicina cittadina di Coral Springs, e poi portato in ospedale per ferite di lieve entità. Secondo le autorità, per lasciare l'edificio si sarebbe mischiato fra gli studenti in fuga. Ora è incriminato per 17 omicidi premeditati e detenuto senza possibilità di cauzione.

Cruz è associato al gruppo suprematista bianco Republic of Florida (ROF). Secondo Jordan Jereb, leader dell'organizzione, aveva partecipato ad almeno una esercitazione di addestramento nell'area di Tallahassee, recandovisi in auto con altri membri dal sud della Florida. Il Rof si definisce "una organizzazione per i diritti civili dei bianchi che combatte per le politiche identitarie bianche" e mira a creare uno "stato etnico bianco" in Florida. Jereb ha anche sottolineato che il gruppo non ha ordinato né voluto che Cruz facesse nulla di simile alla sparatoria nella scuola. 

Un utente you tube l'anno scorso aveva avvertito l'Fbi dopo aver visto sul servizio un messaggio di un altro utilizzatore, che con il nome di Nikolas Cruz minacciava di commettere una strage con armi da fuoco in una scuola superiore. "Voglio diventare un professionista dei massacri nelle scuole", aveva scritto in un commento di un video.

Fra le vittime ci sono sia studenti che adulti: 15 sono state uccise a scuola, mentre altre due sono morte in ospedale. Dodici le persone identificate finora. Tra i morti un allenatore di football. Quindici invece i feriti, e tra loro c'è un figlio del vice sceriffo, studente della scuola. "È un giorno terribile per Parkland", ha dichiarato lo sceriffo, parlando della cittadina di circa 30mila abitanti in cui si sono consumati i fatti, 80 chilometri a nord di Miami. L'Fbi ha fatto sapere che collabora con le autorità locali per le indagini.

Dai compagni Cruz viene descritto come una persona "disturbata". "Abbiamo cominciato a esaminare i suoi siti web e le attività sui social network e alcune delle cose...sono molto inquietanti", ha dichiarato lo sceriffo della contea di Broward, Scott Israel. Mentre era a scuola aveva aderito al programma Junior ROTC, cioè programma di addestramento per riservisti. Un professore di matematica, Jim Gard, riferisce che il giovane era stato identificato precedentemente come potenziale minaccia per i suoi compagni: "L'anno scorso ci è stato detto che gli era stato vietato di entrare nel campus con uno zaino", ha spiegato l'insegnante in un'intervista al Miami Herald. "C'erano stati problemi perché minacciava studenti e immagino gli sia stato chiesto di lasciare il campus", ha aggiunto.

 

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