Strage in Serbia: uccide familiari poi tenta il suicidio, 13 vittime

Belgrado (Serbia), 9 apr. (LaPresse/AP) - Strage in Serbia, in un paese a pochi chilometri da Belgrado, dove un uomo di circa 60 anni ha ucciso a colpi d'arma da fuoco 13 persone, tra cui sei donne e un bambino. Intorno alle 5 di questa mattina, il 60enne Ljubisa B. ha dapprima sparato con una pistola al figlio nella sua stessa abitazione, poi è entrato in cinque case uccidendo i vicini che in molti casi ancora dormivano. Ha sparato anche alla moglie, ferita e ora in gravi condizioni, e infine ha rivolto l'arma contro di sè. Non è però riuscito a uccidersi, rimandendo ferito gravemente, ha riferito la portavoce dell'ospedale di Belgrado, Nada Macura. I motivo del gesto non sono stati resi noti e la polizia sta indagando, dopo aver isolato il villaggio e chiuso le vie di accesso.

I vicini di casa lo hanno descritto come una persona tranquilla e per bene. "Ha bussato alle porte e quando gli sono state aperte ha sparato. Era un buon vicino e tutti gli hanno aperto. Non so cosa sia accaduto", ha raccontato Radovan Radosavljevic, abitante del villaggio. Secondo le notizie iniziali, l'uomo avrebbe avuto una regolare licenza per il possesso della pistola utilizzata per compiere la strage. Il capo della polizia, Milorad Veljovic, ha spiegato che il 60enne, combattente serbo durante la guerra serbo-croata dell'inizio degli anni '90, aveva perso il lavoro lo scorso anno. Episodi di violenza simili sono rari in Serbia, dove però il numero di armi da fuoco è alto a causa della guerra di vent'anni fa e della tradizione di possedere armi.

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