Strage Berlino, caccia a tunisino: fu in carcere 4 anni in Italia
Fermate quattro persone, avrebbero legami con Amri

E' caccia al sospetto attentatore di Berlino, ritenuto responsabile dell'attacco costato la vita a 12 persone, colpite da un tir lanciato sui mercatini di Natale del centro città. Le ricerche ricadono su Anis Amri, tunisino, nato il 22 dicembre del 1992 il cui documento, emesso nel distretto di Kleve, nel Nord Reno-Westfalia, è stato ritrovato sul camion. L'attacco, dove sono rimaste ferite 48 persone, è stato rivendicato dallo Stato islamico ed è proprio questa una delle piste che si sta seguendo per cercare di individuarlo, mentre la Germania ha offerto fino a 100mila euro a chiunque saprà offrire informazioni utili per arrivare all'arresto. Intanto, quattro persone sono state arrestate per sospetti legami con Amri, e poi sarebbero state rilasciate, mentre il New York Times rivela che il tunisino era "già stato nei radar dalle agenzie di intelligence americane". Amri avrebbe fatto ricerche online su come fabbricare ordigni esplosivi e, almeno una volta, scrive il quotidiano americano, aveva comunicato con lo Stato ilsamico tramite il servizio di messaggistica Telegram, il più usato dai jihadisti. Il sospetto, quindi, "era nella no-fly list statunitense".

Secondo le informazioni raccolte, il giovane aveva lasciato la Tunisia sette anni fa come migrante illegale e ha scontato quattro anni di prigione in Italia perché accusato per un incendio in una scuola. Dettagli riferiti dal padre alla radio tunisina Mosaique FM, a cui ha spiegato che il giovane si era recato in Germania più di un anno fa. Amri si sarebbe radicalizzato nel carcere italiano dove era stato rinchiuso dopo aver lasciato la Tunisia. È l'ipotesi formulata dal fratello, Abdelkader, in un'intervista alla Bild

Il ministro dell'Interno tedesco, Thomas de Maizière, ha fatto sapere che un ordine di arresto è stato emesso a livello europeo. L'uomo era noto alle agenzie di sicurezza tedesche ed era in contatto con militanti islamisti in Nord Reno-Westfalia. Aveva inoltre fatto richiesta di asilo in Germania, domanda che però che era stata respinta a luglio. I tentativi di rimpatriarlo in Tunisia, tuttavia, erano falliti perché non aveva documenti di identità e le autorità di Tunisi avevano messo in dubbio che si trattasse di un cittadino tunisino. L'uomo si era spostato dal Nord Reno-Westfalia a Berlino a febbraio del 2016.

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