Spia russa, Mosca: "Guerra diplomatica non dipende da noi". Espulsi diplomatici Ue, due italiani
Ieri l'annuncio dell'espulsione di 60 diplomatici statunitensi

Rimane alta la tensione a seguito dell'avvelenamento della ex spia russa Sergey Skripal e della figlia Yulia nel Regno Unito. La Russia ha convocato gli ambasciatori di nove Paesi europei per informarli delle misure in risposta all'espulsione di diplomatici russi. Si tratta, ha constatato un fotografo di AFP sul posto, degli ambasciatori di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Mosca ha già informato l'ambasciatrice dell'Olanda, Renee Jones-Bos, dell'espulsione di due diplomatici olandesi dal Paese. "Due miei colleghi lasciano Mosca, ma noi" come ambasciata "restiamo qui", ha affermato la Jones-Bos.

Formalizzata la decisione di espellere anche due funzionari dell'Ambasciata italiana. Ai funzionari espulsi è stata concessa una settimana di tempo per lasciare il territorio della Federazione Russa.

"La Russia non ha scatenato alcuna guerra diplomatica", "non ha mai iniziato alcuno scambio di sanzioni", ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, aggiungendo che il suo Paese "è stato obbligato a prendere misure di ritorsione in risposta alle azioni ostili e illegittime".

Ieri Mosca ha annunciato l'espulsione di 60 diplomatici statunitensi e la chiusura del consolato americano a San Pietroburgo, misura simmetrica a quella imposta in precedenza da Washington. Sempre ieri, il Cremlino fatto sapere che sarebbero state imposte altrettante 'sanzioni' simmetriche agli altri Paesi che abbiano partecipato alle azioni di ritorsione su Mosca.

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