Sparatoria a Liegi: uccisi due poliziotti e un passante. Indaga l'antiterrorismo
L'aggressore, ucciso da altri agenti, era stato scarcerato ieri. Avrebbe urlato 'Allahu akbar'

Paura nel centro di Liegi, in Belgio, dove un uomo ha ucciso tre persone, tra cui due poliziotte con le armi da fuoco che aveva loro sottratto dopo averle accoltellate, e ha preso in ostaggio una donna prima di essere ucciso dalle forze dell'ordine. Sui fatti indaga la procura antiterrorismo, mentre i media belgi hanno diffuso un video amatoriale dove si vede l'assalitore armato in strada e si sente l'urlo "Allahu akbar" (Dio è il più grande), facendo pensare a un possibile attentato di matrice islamista.

"Ci sono elementi che puntano nella direzione di un atto terroristico", ha dichiarato ad Afp il portavoce della procura belga, Eric Van Der Sypt. Sui fatti indaga la procura antiterrorismo. Intanto, secondo i media l'assalitore era dal 2017 sospettato di radicalizzazione, schedato tra i controllati per Sicurezza dello Stato. L'ipotesi è che si sia radicalizzato in cella. Erano le 10.30 circa quando un uomo ha aggredito alle spalle due poliziotte nel centro della città, accoltellandole ripetutamente. Impossessatosi delle loro armi da fuoco d'ordinanza, ha sparato e le ha uccise. Si è poi allontanato a piedi, uccidendo anche uno studente 22enne che si trovava in un'auto nell'area. Poi è entrato nella scuola superiore Léonie de Waha, dove ha preso per un breve tempo in ostaggio una donna delle pulizie. Ha sparato contro gli agenti intervenuti, ferendone alcuni alle gambe, prima di essere ucciso dalle forze speciali del Pab, il plotone antibanditismo della polizia.

Le poliziotte uccise sono state identificate, erano nate nel 1973 e nel 1964. Per la polizia di Liegi, l'uomo voleva "chiaramente colpire la polizia". Rtbf, inoltre, ha scritto che lunedì sera l'uomo avrebbe commesso un altro reato, con un coltello che è stato ritrovato nella sua auto. L'assalitore, Benjamin Herman, di 36 anni secondo i media, era in permesso dal carcere dove era detenuto. Il ministro della Giustizia, Koen Geens, ha confermato alla riunione del Consiglio nazionale di sicurezza che l'uomo aveva già usufruito di 13 congedi di due giorni e di 11 di un giorno per uscire dal carcere a scopo di reinserimento sociale, senza mai aver creato problemi. Per questo, ha aggiunto, era difficile prevedere le sue intenzioni violente. Il suo profilo psicologico lo descriveva "instabile", con un'infanzia "difficile". I media belgi scrivono poi che altri detenuti lo hanno definito "marginale" e "violento".

Paris Match riferisce anche che un Corano e un tappeto per la preghiera sono stati ritrovati nella cella dell'uomo. Il primo ministro belga, Charles Michel, ha commentato su Twitter: "Violenza vile e cieca a Liegi, tutto il nostro sostegno alle vittime e ai loro familiari. Seguiamo la situazione con i servizi di sicurezza e il centro di crisi". Il Belgio è in allerta dal quando nel gennaio 2015 smantellò una cellula terroristica a Verviers, che pianificava un attacco alla polizia. La cellula aveva legami con la mente degli attacchi dello Stato islamico del novembre 2015 a Parigi, Abdelhamid Abaaoud, quando morirono 130 persone. L'allerta terrorismo fu alzata ancora dopo la strage di Parigi, poi il Paese fu colpito dagli attacchi dell'Isis del marzo 2016, quando all'aeroporto e nella metro di Bruxelles furono uccise 32 persone.

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