Spagna, oggi in Catalogna l'ultima corrida

Barcellona (Spagna), 25 set. (LaPresse/AP) - Tutto esaurito a 'la Monumental' di Barcellona, la storica arena che ospiterà oggi l'ultima corrida della Catalogna. La regione ha infatti detto addio alla tradizione popolare e il divieto sarà effettivo dal primo gennaio 2012. Nel luglio 2010 i deputati del Parlamento locale votarono per abolirla, sollecitati dalla raccolta di firme degli animalisti in protesta contro l'uccisione dei tori, ma secondo qualcuno anche dallo spirito indipendentista e critico nei confronti del resto della Spagna. Il primo torero a scendere nell'arena sarà il famosissimo Josè Tomas; all'ultima festa sono attese 20mila persone.

La decisione ha innescato un dibattito a livello nazionale. "Vietare la corrida in Catalogna non è altro che un attacco alla libertà", accusa Carlos Nunez, presidente della Mesa del Toro, organizzazione a favore della corrida. Sebbene prevalentemente simbolico - la Monumental, unica arena attiva in regione, ha ospitato solo una quindicina di combattimenti all'anno - il provvedimento ha spinto i sostenitori della corrida a cercare modi per ribaltarlo o almeno assicurarsi che non venga in futuro approvato in altre regioni.

Il Partito popolare, all'opposizione, ha presentato un ricorso contro il divieto alla Corte costituzionale sostenendo che la norma viola la libertà di manifestazione e creazione artistica. La sezione catalana del partito sta intanto provando a ritardarne l'attuazione. Si è mossa anche la Mesa del Toro, provando a raccogliere 500mila firme nella speranza di convincere il Parlamento nazionale di Madrid a concedere alla corrida lo status di patrimonio culturale.

Al contrario gli animalisti esultano: "E' come se si fosse aperta una crepa nell'armatura che finora ha protetto la manifestazione", dice Leonardo Anselmi, che per anni ha cercato di mettere fine alla tradizione. La Catalogna è la seconda delle 17 regioni ad applicare il divieto, dopo le isole Canarie che lo hanno introdotto nel 1991. La corrida era popolarissima a Barcellona, ma il suo declino iniziò con la fine della dittatura di Francisco Franco nel 1978, con il rafforzamento del nazionalismo catalano e il conseguente rifiuto di quello che arriva dalla Spagna.

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