Spagna, infanta Cristina assolta, sei anni di carcere al marito
Inaki Urdangarin è stato condannato per frode ed evasione fiscale

Il tribunale di Palma di Maiorca ha assolto l'infanta Cristina di Borbone, sorella del re Filippo di Spagna, dalle accuse di frode fiscale, mentre il marito Inaki Urdangarin è stato condannato a 6 anni e 3 mesi di carcere per frode ed evasione fiscale. Lo ha annunciato il tribunale con una dichiarazione sul suo sito web. Urdangarin è stato condannato per prevaricazione, malversazione, frode, traffico di influenze e reati contro la cosa pubblica, ha riferito El Pais. A lui e alla moglie viene imposto anche il pagamento di 512mila euro, legati alla responsabilità civile. La sentenza è stata raggiunta all'unanimità dai tre giudici. Tra gli imputati, Diego Torres, socio di Urdangarin, è stato condannato a 8 anni e 6 mesi di carcere, mentre nove sono stati assolti. El Pais cita fonti della casa reale, che hanno espresso "assoluto rispetto dell'indipendenza della giustizia". Il legale dell'infanta Cristina, Miquel Roca, ha invece dichiarato che la sua assistita è "soddisfatta per il riconoscimento della sua innocenza" ma "resta convinta dell'innocenza del marito". 

La 51enne sorella del re e il marito erano tra i 18 imputati a processo, seguito alle indagini sulla Fondazione Noos gestita da Urdangarin. L'infanta rischiava otto anni di detenzione, se fosse stata condannata, mentre il marito, ex giocatore olimpico di pallamano, rischiava 19 anni e mezzo. La coppia vive in Svizzera con i quattro figli dal 2013 e ha negato ogni accusa. Contro la sentenza potrà essere presentato ricorso alla Corte suprema, ma non è chiaro se Urdangarin sceglierà di percorrere questa via. Secondo la procura, Urdangarin ha usato i suoi legami con la casa reale per ottenere contratti pubblici per la fondazione, chiedendo poi compensi più alti del dovuto e nascondendo milioni di euro all'estero. Parte di quei ricavi, per i procuratori, fu trasferito a una compagnia privata e usata per pagare vacanze di famiglia, mobili per la casa e biglietti teatrali, ha affermato la procura.

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