Soli 6 mesi di carcere per uno stupro: rimosso giudice in California
Silurato grazie ad una petizione firmata dai cittadini

Dopo che aveva condannato un uomo colpevole di stupro a soli 6 mesi di carcere, il giudice americano Aaron Persky è stato rimosso dall'incarico a seguito di una petizione firmata dai cittadini. In California non accadeva dal 1932. Il magistrato della Corte superiore è stato travolto dalle critiche quando nel 2016 ha condannato a sei mesi di detenzione uno studente dell'università di Stanford che stuprò una donna in stato di incoscienza. L'uomo rischiava 14 anni di carcere, e ha poi scontato tre mesi. Gli abitanti della contea di Santa Clara avevano dato il via a una petizione, portando la questione alle urne nelle elezioni statali di martedì. Circa il 60% delle elettrici e degli elettori ha votato a favore della rimozione dall'incarico che Persky ricopriva dal 2003. A sostituirlo sarà la procuratrice Cindy Hendrickson.

Il processo per stupro nei confronti di Brock Turner aveva attirato l'attenzione internazionale dopo che la vittima aveva letto un testo di 12 pagine in tribunale, in cui diceva che l'uomo le aveva sottratto "il mio valore, la mia privacy, la mia energia, il mio tempo, la mia intimità, la mia fiducia, la mia stessa voce". La lettera, diventata virale, aveva riacceso i riflettori sul problema degli stupri e delle violenze sessuali nei campus delle università americane. La condanna era stata duramente criticata come troppo indulgente. Le pena al carcere era stata accompagnata da tre anni di libertà vigilata e dalla registrazione nell'elenco di chi ha precedenti per reati sessuali. L'uomo, 19enne all'epoca dei fatti, era stato arrestato dopo che due studenti lo avevano scoperto coricato sulla 22enne vicino a un cassonetto della spazzatura. L'uomo aveva negato di aver aggredito la donna e aveva parlato di un rapporto consensuale alla festa di una confraternita dove i partecipanti avevano bevuto molto. Un giudice lo aveva dichiarato colpevole di tre capi d'accusa.

LaDoris Cordell, ex giudice della stessa contea californiana, si era opposta alla petizione dicendo che l'indipendenza della magistratura era minacciata. "E' un triste giorno per la giustizia californiana", ha detto. I sostenitori della raccolta firme hanno invece festeggiato il fatto che la rimozione passi il messaggio che i responsabili dei reati sessuali non possono più contare sull'impunità. "Siamo nel mezzo di un momento storico, in cui le donne di ogni settore della società si fanno sentire e dicono 'quando è troppo, è troppo'", ha affermato Michele Dauber, docente di legge all'università di Stanford, tra i promotori della campagna per la rimozione del giudice. "E credo ci sia una sorta di opinione nazionale sul fatto che le donne non avranno eguaglianza sino a quando saranno soggette ad alti tassi di violenze e molestie sessuali", ha aggiunto.
 

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