Siria, tutti i casi dei giornalisti rapiti o uccisi nel Paese

Torino, 6 giu. (LaPresse) - Dopo circa due mesi di silenzio è arrivata la notizia che il giornalista della Stampa Domenico Quirico, inviato in Siria, è vivo. Di lui non si avevano notizie dallo scorso 9 aprile. In Siria, al centro di un sanguinario conflitto civile dal marzo 2011, Quirico non è il primo reporter a trovarsi coinvolto in situazioni difficili. Di seguito si ricordano i precedenti casi di giornalisti rapiti o uccisi nel Paese.

GLI ITALIANI PRESI IN SIRIA. Il 4 aprile scorso vennero catturati l'inviato Rai Amedeo Ricucci, la giornalista italo-siriana Susan Dabbous e i freelance Elio Colavolpe e Andrea Vignali. I quattro sono stati liberati e sabato 13 aprile hanno fatto rientro in Italia.

GLI ALTRI RAPIMENTI. Tanti anche gli stranieri finiti nelle mani di ribelli. Ad agosto scorso una troupe di Al-Ikhbariyah fu rapita da forze antigovernative e poi salvata dalle truppe siriane; a dicembre il corrispondente della Nbc Richard Engel e il suo team furono bloccati da uomini armati pro-governativi nel nord della Siria e raccontarono poi di essere riusciti a fuggire durante uno scontro a fuoco tra rapitori e ribelli. Da novembre non si hanno invece più notizie del giornalista americano James Foley, che si trovava in Siria per realizzare dei filmati per conto dell'agenzia di stampa francese Agence France-Press (Afp).

I GIORNALISTI UCCISI. Purtroppo sono anche molti i reporter che in territorio siriano hanno perso la vita. Come il francese Gilles Jacquier, il fotografo Remi Ochlik e la corrispondente britannica del Sunday Times Marie Colvin. Inoltre un corrispondente del New York Times, Anthony Shadid, è morto per un apparente attacco d'asma mentre era al lavoro nel Paese. Il 27 maggio scorso a morire era stata invece Yara Abbas, corrispondente di guerra della tv di Stato siriana Al-Ikhbariyah, uccisa dai ribelli mentre seguiva i combattimenti vicino al confine con il Libano.

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