Siria, Trump avverte Assad: "Evitare una nuova tragedia con l'aiuto di Russia e Iran"

Il monito su Twitter mentre le forze siriane si preparano all'assalto nella provincia nord-occidentale di Idlib

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha messo in guardia la Siria dal lanciare un attacco contro l'ultima fortezza ribelle del paese con l'aiuto di Russia e Iran, dicendo che l'offensiva potrebbe scatenare una "tragedia umana". 

L'avvertimento è arrivato mentre il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javed Zarif ha incontrato il leader siriano Bashar al-Assad in una visita a sorpresa a Damasco in vista dell'offensiva incombente. Le forze siriane si stanno ammassando intorno alla provincia nord-occidentale di Idlib, in preparazione per l'assalto. "Il presidente Bashar al-Assad della Siria non deve attaccare senza scrupoli la provincia di Idlib, ma i russi e gli iraniani commetterebbero un grave errore umanitario nel prendere parte a questa potenziale tragedia umana", ha scritto su Twitter Trump. "Centinaia di migliaia di persone potrebbero essere uccise. Non permettere che accada!".

L'esercito di Damasco è pronto all'offensiva sulla provincia di Idlib, dopo che da settimane è ammassato ai suoi confini. Assad ne rivuole il controllo, dopo che è rimasta l'ultima zona in mano ai ribelli. A controllarla è in gran parte l'alleanza jihadista Hayat Tahrir al-Sham, costituita dall'ex Fronte al-Nusra legato ad al-Qaeda. Nella zona sono stati trasferiti i ribelli evacuati da tutte le altre zone 'riconquistate', con le loro famiglie.

"Il comando ha deciso di sconfiggere il Fronte al-Nusra in Siria, non importa quali sacrifici serviranno", ha dichiarato giovedì il ministro degli Esteri siriano, Walid Muallem, dopo che l'omologo (e alleato) russo, Sergey Lavrov, aveva avvertito gli altri Paesi di non ostacolare "l'operazione antiterrorismo", aggiungendo: "Questo ascesso deve essere rimosso". Usa, Francia e Regno Unito hanno minacciato di rispondere, in caso di uso di armi chimiche su Idlib da parte dell regime. Sembra difficile che Damasco e Mosca possano fare marcia indietro.

Mercoledì il segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres, si è detto "profondamente preoccupato per i crescenti rischi di una catastrofe umanitaria". Domenica identico allarme è arrivato da papa Francesco, nell'Angelus: "Spirano ancora venti di guerra e giungono notizie inquietanti sui rischi di una possibile catastrofe umanitaria in Siria". E ha aggiunto: "Rinnovo il mio accorato appello alla comunità internazionale e a tutti gli attori coinvolti ad avvalersi degli strumenti della diplomazia, del dialogo e dei negoziati, nel rispetto del diritto umanitario internazionale e per salvaguardare le vite dei civili".

Nella provincia al confine con la Turchia vivono tre milioni di persone, per la metà ribelli e civili trasferiti in massa dopo che le forze filo-Assad hanno ripreso il controllo di altre zone. Le ong sottolineano che non esiste più alcun vicino territorio in mano all'opposizione dove queste persone potrebbero ora essere evacuate. L'inviato speciale Onu, Staffad de Mistura, ha chiesto giovedì la creazione di "corridoi umanitari". Secondo l'ufficio Affari umanitari Onu, 800mila persone potrebbero fuggire, in uno dei più grandi 'esodi' della guerra. A preoccupare la Croce rossa è anche un'eventuale chiusura del confine con la Turchia, da cui arrivano gli aiuti umanitari forniti dalle Onu e ong.

Preparandosi all'offensiva, un gruppo ribelle venerdì ha fatto esplodere due ponti chiave per l'accesso alla città, ha riferito AFP. I ribelli hanno anche rafforzato le proprie posizioni a sud, scavando trincee e alzando barriere. La provincia di Idlib è adiacente a quella di Latakia, fascia costiera abitata dalla minoranza alawita cui appartiene Assad e dove si trova l'aeroporto militare russo di Hmeimim.

Intanto, almeno due membri delle forze governative sono stati uccisi domenica da esplosioni alla base aerea di Mazzeh vicino a Damasco. La base ospita l'intelligence dell'aviazione siriana e nel 2017 Damasco accusò Israele di averla bombardata. Lunedì altri otto combattenti filo-governativi in un attacco aereo nei pressi di una base statunitense nel sud-est della Siria. Le vittime sono quattro siriani, un cittadino iraniano e altri tre combattenti stranieri. 

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