Siria, quasi 1.500 morti per attacchi chimici in 5 anni
La denuncia in un rapporto della Syrian American Medical Society

Sono almeno 161 gli attacchi con armi chimiche compiuti in Siria dall'inizio del conflitto cinque anni fa, fino a tutto il 2015, e hanno provocato quasi 1.500 morti e 14.600 feriti. È la denuncia di un rapporto della Syrian American Medical Society (Sams), dal titolo 'A New Normal: Ongoing Chemical Weapons Attacks in Syria'. Secondo il documento, il bilancio preciso è di 1.491 morti e 14.581 feriti per esposizione a sostanze chimiche nocive.

Il rapporto è stato stilato grazie ai resoconti di prima mano di medici e lavoratori del settore sanitario. Oltre ai 161 attacchi chimici documentati, la fondazione Sams ha individuato 133 casi di presunti attacchi chimici che però non è stato possibile confermare come tali. Il gruppo sottolinea che il 77% dei 161 attacchi confermati è avvenuto dopo l'approvazione della risoluzione 2118 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite a settembre del 2013, che ha fissato una cornice per la distruzione delle scorte dichiarate di armi chimiche della Siria. Inoltre almeno 58 attacchi al gas cloro, pari al 36% del totale degli attacchi chimici confermati, è avvenuto dopo la risoluzione 2209 del Consiglio Onu, che condanna l'uso del gas cloro come arma in Siria. L'anno con il maggior numero di attacchi chimici in Siria finora è stato il 2015, con 69 casi confermati.

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