Siria, presidenziali nel mezzo della guerra civile: scontata la vittoria di Assad

Damasco (Siria), 3 giu. (LaPresse/AP) - Sono aperti i seggi in Siria per le elezioni presidenziali, in cui la vittoria del presidente Bashar Assad è data per scontata. Le operazioni di voto si svolgono soltanto nelle zone sotto il controllo del governo, con misure di sicurezza imponenti. A Damasco sono stati allestiti numerosi posti di blocco e i soldati controllano le carte d'identità dei passanti. Secondo i dati del ministero dell'Interno siriano, gli elettori sono 15,8 milioni, dentro e fuori il territorio nazionale. In tutto il Paese ci sono 9.600 seggi elettorali, che chiuderanno alle 19 ora locale (le 18 in Italia). Le operazioni di voto, ha fatto sapere il ministero, potrebbero essere estese per altre cinque ore se l'affluenza sarà molto alta.

Assad, che si è candidato per un terzo mandato di sette anni, ha due avversari, Maher Hajjar e Hassan al-Nouri, entrambi poco noti in Siria prima di aver presentato le proprie candidature ad aprile. Si tratta delle prime elezioni in oltre 40 anni in cui sia previsto più di un candidato. L'opposizione siriana e i suoi alleati occidentali hanno tuttavia denunciato il voto come una messinscena mirata a dare ad Assad una parvenza di legittimazione elettorale. I due principali gruppi dell'opposizione stanno boicottando i seggi, mentre molti attivisti nel Paese hanno parlato di "elezioni di sangue". La settimana scorsa decine di migliaia di siriani hanno votato all'estero, anche se in molti hanno optato per il boicottaggio oppure non hanno potuto esprimere la loro preferenza perché i Paesi in cui vivono non hanno permesso di tenere le elezioni. Secondo gli attivisti, più di 160mila persone hanno perso la vita nella guerra in Siria, iniziata a marzo del 2011.

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