Siria, opposizione elegge Hitto premier: 50enne con una vita in Usa

Istanbul (Turchia), 19 mar. (LaPresse/AP) - La Coalizione nazionale siriana, principale gruppo di opposizione, ha eletto Ghassan Hitto come primo ministro ad interim del suo governo nelle aree della Siria controllate dai ribelli. Hitto, nato a Damasco nel 1963, vissuto molti anni negli Usa, in particolare in Texas, ha ricevuto 35 voti su 49 nell'elezione che si è tenuta nella notte a Istanbul, dove il gruppo si è riunito ieri. I votanti erano 63, ma appunto solo 48 si sono espressi. Nei prossimi giorni dovrebbe scegliere i ministri. Non è chiaro, tuttavia, se le centinaia di ribelli combattenti nelle varie brigate anti-Assad accetteranno l'autorità di questo governo.

I risultati del voto sono stati letti da Hisham Marwa, davanti ad alcune decine di colleghi che hanno atteso fino dopo l'una di notte. Poco conosciuto in Siria, il nuovo premier ha vissuto molti anni in Texas. Ha conseguito lauree alla Purdue University in Indiana, e alla Indiana Wesleyan University. In passato ha lavorato in alcune compagnie tecnologiche e ha aiutato a guidare una scuola privata islamica chiamata Brighter Horizons Academy. È inoltre fondatore del Muslim Legal Fund of America, nato per dare aiuto legale ai musulmani dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001. Sposato, ha quattro figli. E proprio alla sua famiglia sono andati i primi pensieri dopo la nomina. "Mi mancano mia moglie e i miei figli, e non vedo l'ora di incontrarli", ha detto Hitto dopo l'elezione. Il nuovo premier dovrebbe tenere un discorso nelle prossime ore per delineare i suoi piani per il futuro.

Dubbi però sorgono sul ruolo che il primo ministro avrà. "Come può un civile arrivare e dire ai combattenti sul terreno: deponete le armi, tocca a me ora governare?", si chiede Adib Shishakly, rappresentante nella Coalizione del Consiglio di cooperazione del golfo, prima che i risultati del voto venissero comunicati. L'elezione di Hitto fa seguito a due tentativi falliti di formare governi ad interim, a causa delle lotte interne all'opposizione. Tra i principali problemi denunciati dal gruppo, anche quello che considerano un aiuto troppo scarso da parte degli alleati internazionali. "Bisogna trovare un modo per collaborare con queste formazioni, e si può governare solo fornendo dei servizi, il che richiede dei finanziamenti", continua Shishakly. Ma la formazione del governo ad interim rende soprattutto sempre più remote le speranze di arrivare alla fine del conflitto attraverso una mediazione con il governo di Damasco. I membri della Coalizione hanno sempre espresso la propria contrarietà ad avviare negoziati mentre Bashar Assad continua a tenere il potere. "Abbiamo sentito parlare di questa 'soluzione pacifica', ma non ci sono passi positivi e concreti da parte del regime", commenta Nizar Al Hrakey, un altro membro della Coalizione.

Intanto, il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon rinnova il suo appello a trovare una soluzione politica mentre, dice, "c'è ancora tempo per impedire la totale distruzione della Siria". Ma gli attivisti non sembrano ottimisti sulla formazione del governo ad interim. "La questione - commenta l'attivista Ghassan Yassin - non è se esiste un governo ad interim, ma se ci sarà qualche tipo di sostegno nei suoi confronti". Ieri, il segretario di Stato Usa John Kerry ha annunciato che gli Usa "non si opporranno alle nazioni che decideranno di fornire armi ai ribelli siriani, che si tratti di Regno Unito, Francia o qualunque altro Paese". Intanto però il conflitto, che in due anni ha provocato circa 70mila vittime, rischia pericolosamente di allargarsi oltre confine. Sempre ieri, infatti, i caccia dell'esercito di Damasco hanno lanciato un raid in Libano colpendo alcuni obiettivi nei pressi della città di Arsal.

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