Siria, nuovo raid di Israele. Damasco: È dichiarazione guerra

Beirut (Libano), 5 mag. (LaPresse/AP) - Nuovo attacco aereo di Israele in Siria. Diverse esplosioni hanno scosso nella notte Damasco e, secondo quanto riferiscono i media di Stato, si sarebbe trattato di missili israeliani che hanno colpito un centro di ricerca militare vicino alla capitale, provocando anche vittime. "Le prime notizie fanno risalire queste esplosioni a missili di Israele che prendevano di mira il centro di ricerca Jamraya", scrive l'agenzia di stampa di Stato Sana. Anche l'Osservatorio siriano per i diritti umani riferisce che forti esplosioni sono avvenute stamattina nell'area del centro di ricerca Jamraya. Poco fa è arrivata la replica di Damasco. In un'intervista alla Cnn il vice ministro degli Esteri siriano, Faisal al Mekdad, ha detto che si tratta di una "dichiarazione di guerra" da parte di Israele, aggiungendo che la Siria ricambierà contro Israele con i suoi tempi e i suoi modi.

GOVERNO DAMASCO: CI DIFENDEREMO CON OGNI MEZZO. Nel pomeriggio il governo di Damasco ha tenuto un incontro di emergenza per discutere della situazione, e al termine ha prodotto un comunicato di dura condanna. I raid di Israele, ha affermato il ministro dell'Informazione Omran al-Zoubi leggendo la dichiarazione, sono la prova dei legami tra lo Stato ebraico e i gruppi terroristici estremisti che stanno provando a rovesciare il presidente Bashar Assad. La Siria ha il dovere "di difendere il suo popolo con tutti i mezzi disponibili", ha quindi detto il ministro, definendo gli attacchi una "evidente violazione della legge internazionale", e un qualcosa che rende il Medioriente "più pericoloso".

OBIETTIVO ERANO MISSILI DIRETTI A HEZBOLLAH. La conferma dell'attacco è arrivata da una fonte ufficiale dell'intelligence in Medioriente, che ha spiegato ad Associated Press che l'obiettivo dell'attacco era un carico di missili guidati sofisticati di produzione iraniana dei quali si ritiene fosse in corso il trasferimento a Hezbollah. Si tratta del secondo attacco di Israele in Siria in tre giorni, il terzo di quest'anno, segnalando un'escalation del coinvolgimento dello Stato ebraico nella guerra civile siriana. I due attacchi precedenti sono avvenuti uno a gennaio e uno venerdì; in entrambi i casi fonti ufficiali israeliane hanno detto che si trattava di raid per prendere di mira armi apparentemente destinate a Hezbollah.

LA ZONA DELLE ESPLOSIONI. L'area investita dalle esplosioni di oggi, quella del centro di ricerca militare di Jamraya, si trova a nordovest di Damasco e a 15 chilometri di distanza dal confine con il Libano. Anche l'attacco di gennaio aveva colpito il centro militare di Jamraya. Un video amatoriale girato oggi nell'area di Damasco mostra una gigantesca palla di fuoco che illumina il cielo di notte. Il filmato sembra compatibile con le notizie a disposizione di Associated Press.

ATTIVISTI: CAPITALE HA TREMATO. Le esplosioni sono avvenute intorno alle 3 di notte ora locale e, riferisce Mohammed Saeed, attivista che vive a Douma, sobborgo di Damasco, "sono state così forti da far tremare la terra". L'odore del fuoco causato dal raid, aggiunge l'uomo, si poteva avvertire a chilometri di distanza. Secondo Maath al-Shami, attivista che vive nella capitale, uno degli attacchi è avvenuto nei pressi del monte Qasioun, che domina Damasco, e ha preso di mira una posizione militare della Guardia repubblicana.

ISRAELE VUOLE IMPEDIRE PASSAGGIO ARMI A HEZBOLLAH. Al momento Israele non ha commentato, ma in passato Tel Aviv ha più volte avvertito che non avrebbe permesso il trasferimento di armi sofisticate dalla Siria a Hezbollah, con base in Libano. Il gruppo è alleato del presidente Bashar Assad e nemico giurato dello Stato ebraico. Tra l'altro proprio questa settimana il suo leader, Hassan Nasrallah, ha dichiarato esplicitamente che Hezbollah appoggerà se necessario il presidente siriano Bashar Assad nello sforzo di porre fine ai due anni di rivolta.

L'ATTACCO DI GENNAIO. Quello di stamattina è il secondo attacco di Israele in Siria da venerdì e il terzo di quest'anno. In occasione del primo attacco israeliano in Siria, quello di gennaio, una fonte ufficiale Usa aveva riferito che l'obiettivo di Israele erano dei camion vicino al centro di Jamraya che trasportavano missili anti-aerei SA-17, ma che l'attacco aveva colpito sia i camion che il centro militare stesso; l'esercito siriano confermò solo l'attacco israeliano al centro di ricerca e non quello ai furgoni carichi di armi.

IL RAID DI VENERDI'. Per il secondo attacco dello Stato ebraico in territorio siriano, avvenuto venerdì e di cui si è saputo ieri, fonti ufficiali israeliane hanno confermato che erano stati presi di mira dei missili terra-terra apparentemente diretti a Hezbollah; si ritiene che si tratti di missili M600, cioè la versione siriana dei missili Fateh-110 di produzione iraniana, molto accurati e capaci di viaggiare anche per 300 chilometri con una testata da mezza tonnellata. Intanto una fonte dell'intelligence in Medioriente ha confermato ad Associated Press anche il terzo attacco, quello di stamattina, spiegando che anche in questo caso l'obiettivo era un carico di missili guidati sofisticati di produzione iraniana dei quali si ritiene fosse in corso il trasferimento a Hezbollah. Per la fonte si trattava di missili terra-terra Fateh-110. Da quando il conflitto in Siria è esploso oltre due anni fa, i combattimenti sono più volte fuoriusciti dal Paese sconfinando in Turchia, Libano, Iraq, Giordania e nelle Alture del Golan controllate da Israele.

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