Siria, nuovo leader Cns: Chiediamo aiuto, servono soldi e armi

Doha (Qatar), 10 nov. (LaPresse/AP) - George Sabra, nominato ieri presidente del Consiglio nazionale siriano, ha esortato la comunità internazionale a sostenere coloro che stanno provando a rovesciare il regime del presidente Bashar Assad, senza porre condizioni e senza legare gli aiuti a una revisione della leadership dell'opposizione. "Sfortunatamente - ha dichiarato Sabra ad Associated Press - non otteniamo nulla da loro (i sostenitori stranieri, ndr), tranne alcune dichiarazioni e qualche incoraggiamento", mentre gli alleati di Assad "al regime danno tutto".

Parlando a margine della conferenza dell'opposizione che si sta tenendo a Doha, in Qatar, il nuovo numero uno del Consiglio, cristiano ed ex dirigente del Partito comunista siriano, ha notato che gli oppositori di Assad hanno bisogno di centinaia di milioni di dollari di aiuti e di armi per sconfiggere le forze del regime. Nell'intervista, Sabra ha riconosciuto che alcune critiche all'immobilismo del Cns sono giustificate, ma ha aggiunto che questo non può essere una scusa per non ricevere aiuti internazionali. "Noi - ha dichiarato - abbiamo la nostra responsabilità, senza dubbio, ma abbiamo bisogno che anche la comunità internazionale si prenda le sue responsabilità". Ieri, alla domanda esplicita di cosa voglia dai sostenitori stranieri, il nuovo leader del Consiglio, che in passato ha trascorso diversi anni in carcere per la sua opposizione al governo di Damasco, aveva risposto: "Armi, armi, armi".

A poche ore dalla sua elezione, Sabra terrà oggi colloqui con gli altri gruppi rivali di oppositori che puntano a creare un fronte più ampio e strutturato dell'opposizione. Secondo il piano, presentato in settimana a Doha dal dissidente Riad Seif, l'idea sarebbe di creare un organismo allargato che punti a formare un governo transitorio in Siria nelle aree controllate dai ribelli e che serva per far giungere all'opposizione gli aiuti stranieri. Di questo organismo, però, il Cns sarebbe solo una parte e per ora si è dimostrato restio ad accertalo, per il timore di perdere influenza. Perciò i colloqui di oggi sono fondamentali, per definire non solo il ruolo futuro del Consiglio che ha sede a Istanbul, ma anche dell'intera opposizione.

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