Siria: Lega araba non agisca contro di noi. Da ieri altre 25 vittime

Beirut (Libano), 7 nov. (LaPresse/AP) - Continuano le violenze in Siria e il piano proposto dalla Lega araba è sempre più in bilico. Ma il regime di Bashar Assad si difende continuando a sostenere di non aver agito male e di essere vittima di attacchi terroristici armati che nei mesi hanno preso di mira civili e forze di sicurezza. Solo oggi a Homs però si sono registrate altre due vittime della repressione tra le quali, secondo quanto riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani, una bambina di 8 anni. Salgono così a 25 le persone uccise dalle forze armate del regime da ieri. Di queste, 18 sono state assassinate nelle ultime 24 ore nell'area di Homs. Secondo le Nazioni unite sono oltre 3mila le persone rimaste uccise da metà marzo, quando sono iniziate le rivolte contro il presidente Bashar Assad.

"Il segretario generale della Lega araba - ha detto l'ambasciatore siriano in Egitto e presso la Lega araba, Youssef Ahmed, rispondendo a Nabil Elaraby - non dovrebbe prendere posizioni contro il governo siriano, specialmente dopo che abbiamo fornito prove su attacchi perpetrati da gruppi di terroristi armati contro civili e forze di sicurezza". Il segretario generale della Lega araba aveva detto che il fallimento del piano per il dialogo nazionale avrà conseguenze disastrose. L'accordo proposto dall'organizzazione prevede il ritiro di carri armati e altri veicoli militari dalle città siriane, il rilascio di prigionieri politici e il permesso a giornalisti stranieri e attivisti dei diritti umani di entrare nel Paese. Youssef Ahmed sostiene che Damasco abbia fatto significativi passi avanti per mettere in atto il piano, offrendo un'amnistia a coloro che avrebbero deposto le armi e rilasciando oltre 500 prigionieri. Il regime di Damasco si è impegnato a rispettare l'accordo, ma in realtà la repressione e le uccisioni di manifestanti vanno avanti.

Le continue violenze e l'incapacità di Damasco di rispettare gli impegni presi hanno spinto il primo ministro del Qatar, Sheik Hamad Bin Jassem Bin Jabr Al Thani, a convocare per sabato un incontro d'emergenza dei Paesi arabi. L'incontro, spiegava ieri l'agenzia di stampa ufficiale egiziana Mena, è stato deciso "alla luce dei continui atti di violenza e dell'inadempienza del governo siriano" rispetto al piano della Lega araba.

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