Siria, la storia di Ahmed: a 8 anni combatte con i ribelli

Aleppo (Siria), 30 mar. (LaPresse) - Ahmed vive ad Aleppo in Siria, ha otto anni, fuma, imbraccia un AK-47 e combatte con i ribelli siriani contro il regime di Bashar Assad. Il Daily Telegraph, nella sua edizione online, racconta la sua scioccante storia, simbolo della gravità della guerra civile nel Paese e di come essa stia stravolgendo la vita dei siriani, soprattutto dei più deboli. In un video a corredo dell'articolo, il bambino racconta la morte dei genitori e il suo ingresso nelle fila dei ribelli. I suoi genitori sono stati uccisi da un colpo di mortaio nel quartiere di Salaheddin, dove il padre lavorava come combattente nel Libero esercito siriano. Al piccolo resta solo uno zio, che milita nei gruppi ribelli e che lui segue sempre. "Ho finito per aiutare mio zio e i suoi compagni, perché non ho altra scelta, non c'è scuola, la mia famiglia è morta, che scelta ho?", dice Ahmed.

Dei combattimenti, dice: "C'è sempre qualcosa da fare, non mi annoio mai. Gli scontri si sono calmati dall'anno scorso, avevamo molti mortai ma i cecchini restano un pericolo. Prima o poi il regime ci bacerà con uno dei suoi proiettili". Il Daily Telegraph racconta anche che il mese scorso nel giro di due settimane nel quartiere di Salaheddin i militari governativi hanno ucciso tre combattenti, due dei quali non avevano ancora 18 anni. Secondo Human Rights Watch, riporta la testata britannica, sono centinaia i bambini che vengono addestrati a imbracciare le armi contro l'esercito del regime. In gran parte hanno età compresa tra 14 e 18 anni e vengono utilizzati soprattutto in missioni di ricognizione o per trasferire armi.

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