Siria, la guerra punto per punto: dalle proteste del 2011 alle elezioni

Damasco (Siria), 3 giu. (LaPresse/AP) - In Siria si vota oggi nelle elezioni presidenziali, indette dal governo nonostante la guerra civile in corso da più di tre anni. Ecco le principali tappe del conflitto, che secondo gli attivisti ha provocato più di 160mila morti.

- Marzo 2011. Nella città meridionale di Daraa scoppiano proteste dopo l'arresto di un gruppo di ragazzi accusati di aver dipinto graffiti antigovernativi sulle pareti della loro scuola. Il 18 marzo le forze di sicurezza aprono il fuoco durante una manifestazione uccidendo quattro persone, considerate dagli attivisti le prime vittime della rivolta. Le manifestazioni si diffondono e con esse anche le repressioni lanciate dalle forze del presidente Bashar Assad.

- Aprile 2011. Le forze di sicurezza irrompono in un sit-in a Homs, la terza città del Paese, dove migliaia di persone avevano cercato di ricreare l'atmosfera di piazza Tahrir del Cairo, il centro della rivolta che portò al crollo del regime di Hosni Mubarak.

- Giugno 2011. A Jisr al-Shughour, nel nordest, poliziotti e soldati si uniscono ai manifestanti, ai quali era stato ordinato di sparare, e l'opposizione afferma di avere il controllo della città. Dopo pochi giorni truppe d'élite dell'esercito, appoggiate da carri armati ed elicotteri, riprendono la città.

- Agosto 2011. Il presidente Usa Barack Obama fa appello ad Assad affinché si dimetta e ordina il congelamento dei beni del governo siriano negli Stati Uniti.

- Luglio 2012. Quattro ufficiali del governo, tra cui un cognato di Assad e il ministro della Difesa, sono uccisi in un'esplosione in una sede centrale delle forze di sicurezza a Damasco durante un incontro d'emergenza di funzionari del governo.

- Estate 2012. I combattimenti si diffondono anche ad Aleppo, la più grande città della Siria e la sua ex capitale commerciale. Col tempo i ribelli riescono a prendere il controllo di circa metà della città, ma gli scontri proseguono fino a oggi e la maggior parte di Aleppo viene devastata.

- Agosto 2012. Kofi Annan si dimette dall'incarico di inviato speciale delle Nazioni unite e della Lega araba, dopo che sono falliti i suoi tentativi di mediare un cessate il fuoco. Obama afferma che l'uso di armi chimiche in Siria sarebbe "una linea rossa" che cambierebbe la sua posizione su una possibile operazione militare nel Paese.

-Novembre 2012. Nasce la Coalizione nazionale siriana, che riunisce i principali gruppi dell'opposizione. Sin dall'inizio l'organizzazione è ostacolata da lotte intestine e accuse secondo cui i suoi membri, la maggior parte dei quali vive in esilio, non capiscono la situazione in Siria né i problemi dei propri compatrioti.

- Marzo 2013. Dopo aver avanzato nel nord, le forze ribelli catturano Raqqa, una città di 500mila abitanti, situata sull'Eufrate. È il primo grande centro urbano controllato dall'opposizione. Intanto il numero di profughi siriani registrati dall'Unhcr supera un milione, la metà dei quali sono bambini.

- Maggio-giugno 2013. Con l'aiuto di migliaia di combattenti di Hezbollah, le forze di Assad riprendono il controllo della città strategica di Quasair, vicino al confine del Libano.

- Giugno 2013. Funzionari statunitensi stabiliscono che le forze di Assad hanno usato armi chimiche contro l'opposizione. Obama autorizza aiuti diretti ai ribelli.

- Agosto-settembre 2013. Centinaia di persone vengono uccise in un attacco con armi chimiche in sobborghi di Damasco. Obama, che punta il dito contro il regime, dichiara che gli Usa hanno la responsabilità di rispondere e sottopone la proposta di un'azione al voto del Congresso. La Russia propone invece che la Siria consegni il proprio arsenale chimico alla comunità internazionale, in modo da evitare attacchi militari.

- Settembre 2013. Undici gruppi ribelli lasciano la Coalizione nazionale siriana. Sette di loro creano successivamente il Fronte islamico, il cui obiettivo è creare uno Stato musulmano in Siria.

- Ottobre 2013. Il governo siriano distrugge le proprie attrezzature per la produzione di armi chimiche. Il numero dei profughi registrati presso l'Unhcr supera i 2 milioni.

- Gennaio 2014. Si diffondono le lotte intestine tra vari gruppi ribelli, soprattutto tra gruppi islamici e moderati e lo Stato islamico dell'Iraq e del Levante, fazione dissidente di al-Qaeda. Il primo carico di agenti chimici viene spedito fuori dalla Siria.

- Febbraio 2014. Due serie di colloqui di pace guidati dall'inviato dell'Onu e della Lega araba Lakhdar Brahimi terminano a Ginevra con un nulla di fatto.

- 21 marzo. I ribelli siriani lanciano un'offensiva nella provincia costiera di Latakkia, catturando il valico di frontiera di Kassab, al confine con la Turchia.

- 9 aprile. Truppe siriane appoggiate da militanti di Hezbollah catturano Rankous, l'ultima grande città controllata dai ribelli nella zona montuosa di Qalamoun, al confine con il Libano.

- 12 aprile. I media di Stato e gli attivisti riferiscono che nel villaggio centrale di Kfar Zeita è stato lanciato un attacco con gas cloro, in cui sono rimaste ferite decine di persone. Le due parti si accusano a vicenda.

- 9 maggio. I ribelli si ritirano dal centro storico di Homs, in una vittoria simbolica del governo. Dopo un assedio durato più di un anno le forze del regime riprendono il controllo della città centrale.

- 13 maggio. Brahimi si dimette dall'incarico di inviato speciale dell'Onu e della Lega araba dopo il fallimento dei suoi tentativi di mettere fine alla guerra civile.

- 3 giugno. I siriani votano nelle elezioni presidenziali, in cui Assad è sfidato da due candidati precedentemente quasi sconosciuti, Maher Hajjar e Hassan al-Nouri. La rielezione del presidente è quasi sicura.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata