Una bandiera dell'Isis a terra a Baghouz, ultima roccaforte dei militanti liberata sabato
Siria, l'appello delle forze curde: "Tribunale internazionale processi crimini dell'Isis"

Nel corso degli oltre quattro anni del suo 'califfato', lo Stato islamico è stato accusato di numerosi abusi, tra cui esecuzioni di massa, rapimenti, stupri e attentati

Le forze arabo curde che hanno messo fine al 'califfato' proclamato dallo Stato islamico hanno chiesto che sia creato un tribunale internazionale speciale nel nordest della Siria per giudicare i combattenti jihadisti. "Chiediamo alla comunità internazionale di creare un tribunale internazionale speciale nel nordest della Siria", hanno dichiarato le Forze democratiche siriane in un comunicato, perché gli jihadisti "devono essere giudicati nel Paese dove i reati sono stati commessi". La creazione del tribunale speciale, afferma il testo, permetterà "che i processi siano condotti in modo giusto, rispettando il diritto internazionale e i diritti umani". In passato sono stati creati due tribunali internazionali: il Tribunale penale internazionale per il Ruanda (ICTR), che ha processato i perpetratori del genocidio del 1994 nel Paese africano, e il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia, che ha processato gli accusati di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra nei conflitti degli anni '90 nei Balcani.

Lo Stato islamico è stato accusato di numerosi abusi, tra cui esecuzioni di massa, rapimenti, stupri, attentati, nel corso degli oltre quattro anni del suo 'califfato', autoproclamato nel 2014, su vasti territori di Siria e Iraq. Migliaia di jihadisti si sono consegnati durante l'assalto finale delle Fds nell'ultima roccaforte di Baghouz, nella Siria orientale, che sabato ha portato alla proclamazione della fine del 'califfato' da parte delle forze arabo-curde.
 

 

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