Siria, doppio attacco in sobborgo di Damasco: almeno 34 morti

Damasco (Siria), 28 nov. (LaPresse/AP) - Un doppio attentato questa mattina ha scosso il sobborgo Jaramana a est di Damasco, dove due autobombe sono esplose uccidendo almeno 34 persone e ferendone decine. Secondo l'agenzia di Stato Sana, a far detonare i veicoli parcheggiati sarebbero stati "gruppi terroristici", espressione con cui il regime di Bashar Assad si riferisce ai ribelli che lo vogliono destituire. Il sobborgo è popolato principalmente da cristiani e drusi, sinora rimasti estranei al conflitto. Dallo scorso dicembre, a Damasco gli attentati dinamitardi si sono susseguiti contro obiettivi del regime, alzando i timori della presenza di militanti islamici tra le forze che tentano di deporre Assad.

Le autobombe sono esplose a cinque minuti l'una dall'altra nel parcheggio tra due edifici commerciali, mentre gruppi di persone si recavano al lavoro. I vetri degli edifici circostanti sono esplosi, mentre le strade si sono coperte di macerie e frammenti, tra cui si vedono le macchie di sangue lasciate dalle vittime. Dopo la prima esplosione, infatti, molte persone sono accorse per aiutare i feriti, venendo così colpite dal secondo ordigno, ha raccontato una testimone, Ismail Zlaiaa, che vive nel quartiere. Nella zona non c'erano soldati dell'esercito, ha dichiarato un'altra abitante, dicendo di non capire perché il quartiere sia stato attaccato e attribuendo la responsabilità ai ribelli. Sinora nessuno ha rivendicato. Il distretto è stato più volte attaccato nelle ultime settimane, in cui i combattenti dell'opposizione hanno tentato di entrare nella capitale. Di recente dieci persone sono morte e 41 sono rimaste ferite per l'esplosione di un ordigno.

Il bilancio delle vittime fornito da fonti sanitarie, con la condizione di anonimato, parla di almeno 30 persone rimaste uccise. Gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani hanno contato, sulla base delle notizie raccolte, 29 morti. Decine le vittime. Secondo il conteggio degli attivisti, dall'inizio delle rivolte nel Paese a marzo 2011 il numero delle persone rimaste uccise nei combattimenti è arrivato a 40mila.

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