Siria, da commissione Esteri Senato Usa sì a intervento militare

Washington (Usa), 4 set. (LaPresse/AP) - La commissione Relazioni estere del Senato Usa ha approvato la risoluzione che conferisce al presidente Barack Obama l'autorità di usare la forza militare contro la Siria, in risposta all'attacco con armi chimiche alla periferia di Damasco del 21 agosto. La misura è stata approvata con dieci voti favorevoli e sette contrari, mentre un senatore si è astenuto. L'aula del Senato voterà invece la prossima settimana. Il testo, se sarà poi approvato in via definitiva, permetterà a Obama di ordinare una missione militare limitata contro Damasco, per una durata massima di 90 giorni e senza truppe americane impegnate in operazioni militari di combattimento sul terreno. Si tratta del primo voto che i rappresentanti del Congresso Usa sono chiamati a esprimere per autorizzare una azione militare dall'ottobre 2002, quando diedero al presidente George W. Bush l'autorità di entrare in Iraq.

LA RISOLUZIONE. L'accordo sulla bozza è stato raggiunto dal presidente della commissione, il senatore democratico Bob Menendez, e dal principale rappresentante repubblicano in commissione, il senatore Bob Corker. Il testo vieta espressamente l'utilizzo di truppe di terra nelle operazioni e pone un limite massimo di 90 giorni alle operazioni delle forze statunitensi nel Paese, 60 dei quali come limite alla missione e 30 ulteriori come massima estensione.

UN TEST IMPORTANTE. Quello di oggi è stato un test importante per Obama non solo in Senato, dove l'accordo è stato trovato alla commissione, ma soprattutto alla Camera, a maggioranza repubblicana, dove l'amministrazione dovrà riuscire a superare lo scetticismo di alcuni deputati tra cui i rappresentanti del Tea party.

NUOVE AUDIZIONI PER CERCARE SOSTEGNO. I consiglieri per la sicurezza nazionale hanno tenuto oggi una serie di nuove audizioni in Campidoglio, alcune pubbliche e altre private. Nonostante Obama abbia incassato l'appoggio dello speaker della Camera, il repubblicano John Boehner, e del leader della maggioranza alla Camera, il repubblicano Eric Cantor, infatti, va ancora superata l'opposizione di molti repubblicani più conservatori e di numerosi democratici di posizioni pacifiste. Obama si è detto comunque fiducioso ieri sul fatto che avrà il via libera del Congresso per l'intervento militare in Siria.

KERRY, HAGEL E DEMPSEY ALLA CAMERA. Il segretario di Stato americano John Kerry, insieme al segretario alla Difesa Chuck Hagel e al generale Martin Dempsey, capo dello stato maggiore congiunto, hanno tenuto un'audizione pubblica davanti alla commissione Affari esteri della Camera a mezzogiorno ora americana, le 18 in Italia. Prima, insieme ad altri funzionari, hanno tenuto briefing riservati alla commissione Servizi armati del Senato e alla commissione Relazioni estere del Senato.

KERRY: MONDO ASPETTA. "Il mondo guarda e vuole sapere se l'America agirà in questo momento oppure no", ha detto Kerry davanti alla commissione Affari esteri della Camera. "Un rifiuto di agire (militarmente contro Damasco da parte del Congresso Usa, ndr) minerebbe la credibilità degli altri impegni di sicurezza dell'America, tra cui l'impegno del presidente a evitare che l'Iran si doti di armi nucleari", ha dichiarato Hagel.

MANI COLOR ROSSO SANGUE. Alcune persone presenti in aula per l'audizione della commissione Affari esteri della Camera Usa hanno alzato le mani dipinte di rosso durante l'intervento del segretario di Stato John Kerry, esprimendo così l'opposizione all'eventuale intervento militare degli Stati Uniti in Siria.

ITALIA INVIA NAVE VERSO LIBANO. Il cacciatorpediniere Andrea Doria, nave della marina militare, è salpata lunedì da Taranto diretta in Libano. Lo riferiscono fonti della Difesa, definendola una "misura precauzionale" in relazione alla possibilità di un conflitto più ampio in Siria, "anche rispetto alla forza navale già esistente lì" e come supporto e tutela al contingente italiano Unifil.

SIRIA: USA NON SIETE AL SICURO. Il quotidiano siriano Al-Baath, voce del partito Baath del presidente Bashar Assad, ha attaccato i senatori e gli altri membri del Congresso Usa che hanno dichiarato il loro appoggio a Obama per un attacco in Siria. In un editoriale, il quotidiano definisce i deputati favorevoli all'intervento "sostenitori della guerra e del terrorismo". Un'azione militare, conclude il quotidiano, genererebbe "una resistenza instancabile, a livello regionale e internazionale", che "non farà sentire al sicuro gli americani".

OBAMA: ASSAD RESPONSABILE DI USO ARMI CHIMICHE. "Crediamo fermamente che in Siria le armi chimiche siano state usate e che a usarle sia stato Bashar Assad", ha ribadito Obama, parlando in conferenza stampa con il premier svedese Fredrik Reinfeldt nel corso della sua visita in Svezia. "C'è accordo sul fatto che di fronte a queste violazioni la comunità internazionale deve rispondere non può rimanere a guardare", ha proseguito, anche perché c'è la "possibilità che altri Paesi possano mettere le mani sulle armi chimiche".

OBAMA: SE NO CONGRESSO, MI RISERVO DIRITTO DI AGIRE PER IL PAESE. La richiesta di autorizzazione al Congresso Usa sull'intervento militare in Siria non è "un esercizio fine a se stesso", ma in qualità di comandante in capo il presidente Barack Obama ha detto di "riservarsi sempre il diritto e la responsabilità di agire in funzione della sicurezza nazionale dell'America".

PUTIN: KERRY E' BUGIARDO. Il presidente russo Vladimir Putin ha definito Kerry un bugiardo, per aver negato che al-Qaeda stia combattendo con l'opposizione siriana nella guerra civile in corso nel Paese. Parlando al Consiglio per i diritti umani di Mosca, Putin ha raccontato del dibattito al Congresso Usa in cui Kerry, cui è stato chiesto di al-Qaeda, ha negato che il gruppo sia presente in Siria, nononostante sappia della presenza del gruppo Jabhat al-Nusra. "E' stato davvero spiacevole e sorprendente per me. Parliamo con loro (gli americani, ndr) e supponiamo che siano persone rispettabili, ma lui ha mentito e sa di averlo fatto. Questo è triste", ha detto il presidente russo. Ha poi ribadito la posizione della Russia, secondo cui ogni azione militare contro la Siria senza approvazione del Consiglio di sicurezza Onu sarebbe un atto di aggressione.

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