Siria, continua battaglia Aleppo: ribelli richiamano nuove forze

Beirut (Libano), 29 lug. (LaPresse/AP) - Continuano gli scontri tra forze del governo e ribelli dell'opposizione ad Aleppo, su cui l'esercito siriano ha lanciato una contro offensiva per riprendere il controllo dei distretti conquistati dai ribelli all'inizio della loro battaglia per la città. Violenti combattimenti si sono registrati oggi nei quartieri di Bab al-Hadeed, al-Zahra', al-Arkoub e Mukhayam al-Handarat, mentre secondo quanto riferiscono gli attivisti, l'esercito di Damasco è intervenuto con elicotteri e carri armati bombardando i quartieri sudoccidentali di Salaheddine e Saif al-Dawla. Già 192 sono le vittime dall'inizio dell'offensiva lanciata una settimana fa, da quanto riporta l'Osservatorio siriano per i diritti umani.

"Stiamo assistendo oggi a uno dei peggiori bombardamenti ad Aleppo ma i ribelli riescono ancora a tenere bene e le truppe di terra non sono riuscite a entrare in città", racconta l'attivista Mohammed Saeed, che si trova ad Aleppo, spiegando che "le truppe stanno bombardando dall'esterno" della città. Si pensa che i ribelli controllino attualmente fra un terzo e metà dei quartieri di Aleppo, concentrati soprattutto nel nordest e nel sudovest della città. La battaglia per il controllo dell'importante centro, un tempo bastione del presidente siriano Bashar Assad, è cruciale sia per il regime che per l'opposizione. La sua caduta sarebbe infatti un duro colpo per il morale delle forze governative e consentirebbe all'opposizione di realizzare l'obiettivo strategico di stabilire una roccaforte nel nord della Siria.

A conferma di questo anche il fatto che, come riferisce ancora l'attivista Mohammed Saeed, ad Aleppo oggi sono arrivati circa 200 combattenti dell'opposizione a sostegno dei mille già giunti sul posto negli ultimi giorni per contrastare l'esercito siriano. I ribelli avrebbero anche ricevuto "un nuovo carico di armi e munizioni", ha aggiunto l'attivista, senza però specificare da dove arrivino le armi.

Intanto, dal Cairo, il segretario generale della Lega araba, Nabil Elaraby, lancia un nuovo appello per fermare le violenze, sottolineando che l'offensiva del governo siriano su Aleppo equivale a "crimini di guerra". I responsabili, ha aggiunto, dovranno essere portati davanti alla giustizia. Parlando dal quartier generale della Lega, Elaraby ha ribadito che l'organismo internazionale sostiene la richiesta dei gruppi di opposizione siriana affinché si tenga un incontro di emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu sull'assalto. Più forte la richiesta di Abdel Basset Sida, capo del Consiglio nazionale siriano. "Se la comunità internazionale non può agire, può sostenere l'opposizione con missili anti-carro e anti-aerei", ha detto a Golf News da Abu Dhabi, aggiungendo: "Cerchiamo sostenitori internazionali che armino la nostra rivolta contro il regime".

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