Siria, Brahimi: In corso distruzione del Paese pezzo dopo pezzo

New York (New York, Usa), 30 gen. (LaPresse/AP) - "La Siria viene distrutta pezzo dopo pezzo". Così l'inviato speciale di Nazioni unite e Lega araba per la Siria, Lakhdar Brahimi, parlando al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Brahimi ha detto che il suo sforzo di mediazione non potrà proseguire a meno che il Consiglio non si unisca per spingere il governo siriano e l'opposizione ad andare verso un compromesso. Finora il Consiglio di sicurezza è stato diviso a proposito della Siria, con Stati Uniti, Regno Unito, Francia e altri Paesi occidentali che sostengono l'opposizione armata spingendo per risoluzioni che innalzino le minacce di sanzioni e, dall'altra parte, Russia e Cina che hanno posto il veto tre volte bloccando quelle stesse risoluzioni.

E' IN CORSO LA DISTRUZIONE DELLA SIRIA. "Sono imbarazzato dal dover ripetere la stessa cosa: è in corso la distruzione della Siria", ha detto Brahimi dopo le consultazioni a porte chiuse con il Consiglio Onu. Brahimi ha attribuito le responsabilità sia al governo del presidente siriano Bashar Assad che alle forze dell'opposizione. "Obiettivamente stanno cooperando nel distruggere la Siria", ha detto l'inviato Onu, aggiungendo che "con la distruzione della Siria, si sta spingendo la regione in una situazione molto negativa e di estrema rilevanza per il mondo intero".

BRAHIMI SMENTISCE VOCI DI POSSIBILI DIMISSIONI. Rispondendo poi alle voci secondo le quali si appresterebbe a lasciare l'incarico come il suo predecessore, l'ex segretario delle Nazioni unite Kofi Annan, Brahimi ha risposto così: "Lasciare l'incarico? Non sono uno che si arrende facilmente". L'inviato Onu ha tuttavia espresso il disagio che avverte. "Al momento mi sento totalmente inutile, e mi sentirei di non restare un minuto in più, ma se rimango è perché, probabilmente stupidamente, avverto un senso del dovere", ha spiegato. "Le Nazioni unite non hanno scelta se non rimanere impegnate in questo problema, che io ci sia o no", ha concluso.

ESECUZIONI SOMMARIE AD ALEPPO. Le dichiarazioni di Brahimi sono arrivate al termine di una nuova giornata di sangue in Siria. Ieri almeno 160 persone sono morte in tutto il Paese. Tra queste almeno 65 persone trovate uccise ad Aleppo, alcune delle quali avevano le mani dietro la schiena. Non è chiaro chi siano le vittime, quando siano state uccise né da chi. In un video amatoriale pubblicato online si vedono decine di cadaveri avvolti in coperte azzurre e disposti in file per terra. Un gruppo di uomini, alcuni dei quali si coprono la bocca con delle sciarpe, camminano intorno ai corpi cercando di identificarli.

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