Siria, Ban Ki-moon: Mancanza risoluzione non è permesso a violenze

New York (New York, Usa), 6 feb. (LaPresse/AP) - "La mancanza di un accordo al Consiglio di sicurezza (dell'Onu, ndr) non dà alle autorità siriane il permesso di aumentare gli attacchi contro la popolazione. Nessun governo può commettere simili atti contro il proprio popolo senza che la sua legittimità ne sia erosa". Lo ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, secondo quanto riferito dal suo portavoce Martin Nesirky. Ban ha inoltre definito il crescente numero dei morti, e specialmente i continui attacchi ai civili a Homs, "totalmente inaccettabile agli occhi dell'umanità". Ha inoltre espresso dispiacere per il fatto che le autorità siriane continuino a ignorare le richieste di cessare le violenze contro i civili e ha chiesto a tutti quanti siano preoccupati per la Siria e alla comunità internazionale di raddoppiare gli sforzi per tentare di fermare la repressione.

"I nostri timori sono diventati reali: Assad ha usato la situazione ancora una volta come un permesso di uccidere. Questa è la più triste conseguenza del veto", ha dichiarato l'ambasciatore della Germania all'Onu, Peter Wittig, a proposito del veto posto da Cina e Russia alla risoluzione sulla Siria, votata sabato al Consiglio di sicurezza. La Germania è uno dei Paesi che l'hanno sostenuta più fortemente, esprimendo sgomento per il crescente bilancio delle vittime della repressione in Siria, che secondo la stima di dicembre dell'Onu ha provocato la morte di 5.400 persone. Con le azioni al più potente organo dell'Onu bloccate, ha aggiunto Wittig, i sostenitori del piano della Lega araba devono esplorare nuovi modi per procedere.

Berlino ha proposto un Gruppo di contatto internazionale, "una coalizione su larga base di amici della Lega araba e di amici della Siria soprattutto", ha detto Wittig. Alle Nazioni unite, ha aggiunto, i sostenitori esamineranno anche la possibilità di puntare a una risoluzione non vincolante dell'Assemblea generale "per convogliare quel sentimento della vasta comunità internazionale secondo cui tutti sosteniamo la Lega araba e vogliamo mettere fine alla violenza che peggiora di giorno in giorno".

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