Siria, assassinato a Damasco fratello del presidente del Parlamento

Beirut (Libano), 6 nov. (LaPresse/AP) - Mohammed Osama Laham, fratello del presidente del Parlamento siriano Jihad Laham, è stato assassinato a Damasco, nel quartiere di Midan. Lo riporta la televisione di Stato siriana, spiegando che l'agguato si è verificato questa mattina, mentre Laham si recava al lavoro in auto. Si tratta dell'ultimo attacco contro funzionari, ufficiali dell'esercito e altri importanti sostenitori del presidente Bashar Assad. Quattro dei principali collaboratori del regime sono stati assassinati lo scorso 18 luglio all'esplosione di una bomba nella sede centrale della sicurezza a Damasco. Tra questi c'erano il ministro della Difesa Dawoud Rajiha e il suo vice Assef Shawkat, cognato di Assad. L'attentato fu rivendicato dai combattenti ribelli dell'Esercito libero siriano.

Non si fermano, intanto, le violenze nel resto del Paese. Secondo quanto riferisce sempre Sana, nella notte sei sostenitori di Assad hanno perso la vita sotto colpi di mortaio caduti vicino a una manifestazione filogovernativa di Aleppo, nel nord del Paese. Come riporta invece l'Osservatorio siriano per i diritti umani, i jet del regime hanno bombardato l'area di Hula, nella provincia centrale di Homs, uccidendo almeno sette persone. Altri raid aerei, aggiunge l'Osservatorio, hanno colpito Duma e Maadamiyeh, sobborghi della capitale Damasco, provocando diverse vittime. Le forze fedeli al presidente Bashar Assad hanno anche bombardato due villaggi sulle Alture del Golan, zona che l'esercito governativo cerca da giorni di riprendere dai ribelli.

Intanto, ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha incontrato in Giordania l'ex primo ministro siriano, Riad Hijab, che ha disertato ad agosto a favore dei ribelli. Si tratta di un raro contatto di alto livello tra il governo di Mosca e una nota figura dissidente. Lavrov ha spiegato di aver intrattenuto colloqui con Hijab per ottenere informazioni di prima mano sull'idea dell'opposizione per una soluzione al conflitto civile in Siria. Assieme alla Cina, la Russia resta la principale sostenitrice del regime di Bashar Assad. "L'idea dell'incontro - ha sottolineato Lavrov parlando con i giornalisti - era di raggiungere un accordo su una roadmap per capire come discutere con le forze di opposizione e salvare il popolo siriano".

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