Siria, Assad: Possiamo affrontare Israele. Usa e Russia: Serve dialogo

Beirut (Libano), 7 mag. (LaPresse/AP) - A pochi giorni dai raid lanciati da Israele in territorio siriano, il presidente Bashar Assad parla per la prima volta. Pur non promettendo una vera e propria risposta, Assad, dopo un incontro con il ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi, in visita a Damasco, ha garantito che "i siriani sono in grado di affrontare gli azzardi di Israele". Quindi ha accusato Tel Aviv di sostenere i "terroristi". Dal suo punto vista Salehi si è detto sicuro che "la Siria uscirà vittoriosa dalla crisi".

Intanto da Mosca si rinnovano gli sforzi diplomatici. Il segretario di Stato Usa John Kerry è volato nella capitale russa per incontrare il presidente Vladimir Putin a un anno esatto dal suo insediamento al Cremlino, per un confronto su diversi temi, ma in primo luogo proprio la crisi siriana. Dopo l'incontro che si è tenuto in serata, i due hanno ribadito con forza la necessità di arrivare a un dialogo tra governo e opposizione. E per questo, ha spiegato Kerry, Usa e Russia convocheranno una nuova conferenza internazionale nel mese di maggio per sviluppare il piano di transizione elaborato lo scorso anno a Ginevra.

Il piano, ha detto Kerry, "non dev'essere un pezzo di carta", ma al contrario "la roadmap" per la pace. L'obiettivo, ha spiegato ancora il segretario di Stato, è portare il governo di Assad e i rappresentanti dell'opposizione a tenere colloqui su un governo ad interim. Kerry ha inoltre sottolineato che, se si andrà avanti sulla strada della transizione politica, gli Stati Uniti non avranno bisogno di armare i ribelli. Il piano di Ginevra permetteva alle parti di mettere un veto sui candidati che avrebbero ritenuto inaccettabili, ma non è mai decollato.

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