Siria, Assad: Nuova Costituzione, ma no a dialogo con burattini Occidente

Damasco (Siria), 6 gen. (LaPresse) - Nessuna concessione ai terroristi o dialogo con i "burattini" dell'Occidente, ma al tempo stesso una conferenza nazionale per discutere della nuova carta costituzionale. Sono le promesse del presidente siriano Bashar Assad, nel corso di un discorso alla nazione, tenuto nell'affollata Opera House di Damasco e trasmesso in diretta televisiva.

STOP A INGERENZE. GRAZIE A RUSSIA, CINA E IRAN. Dopo due mesi di silenzio, seguiti all'intervista di novembre rilasciata all'emittente Russia Today, Assad è tornato a parlare del difficile conflitto che da quasi due anni ormai sta insanguinando il Paese. Le sue parole si sono scagliate contro i ribelli, chiamati come sempre terroristi, contro le ingerenze straniere e contro il movimento di opposizione, definito un prodotto e un burattino dell'Occidente. "Si tratta di una rivoluzione del popolo o di un gruppo di criminali che usano la religione per uccidere collettivamente?", ha chiesto Assad ringraziando poi i governi di Russia, Cina e Iran per il sostegno dimostrato, e sostenendo che la Siria sia vittima di un'aggressione esterna sotto una nuova forma, più pericolosa rispetto a una guerra tradizionale.

REFERENDUM SU COSTITUZIONE, POI ELEZIONI. Dopo aver fatto appello a una "mobilitazione nazionale", necessaria a uscire dalla crisi, il presidente ha provato a stilare un piano politico, indicando la necessità di una conferenza nazionale a cui potranno prendere parte "coloro che non hanno tradito la Siria", volta a stilare una nuova Costituzione. La carta, ha spiegato Assad, dovrà essere poi votata da un referendum popolare a cui faranno seguito "elezioni parlamentari" e un'amnistia.

NON NEGOZIAMO CON GLI SCHIAVI. "La prima parte di una soluzione politica - ha poi spiegato - richiederà alle potenze regionali di fermare i finanziamenti e la consegna di armi (ai ribelli, ndr), la fine del terrorismo e il controllo dei confini". Il governo siriano, ha quindi aggiunto, "non ha mai respinto una soluzione politica", "ma con chi dovremmo parlare? Con coloro che hanno un'ideologia estremista e che capiscono solo il linguaggio del terrorismo?". Oppure, ha proseguito, "dovremmo negoziare con i burattini costruiti dall'Occidente... Noi negoziamo con i capi non con gli schiavi".

DOLORE DIFFUSO IN TUTTO IL PAESE. All'inizio del suo intervento, Assad aveva sottolineato come ormai "il dolore e la sofferenza si stanno diffondendo in tutta la Siria", ma ha anche ricordato che il Paese non può attendersi che "altri risolvano i problemi" che lo stanno affliggendo. La Siria "accetta consigli, ma non la sottomissione o i diktat", ha proseguito poi Assad promettendo che il governo continuerà la guerra contro i terroristi e userà ogni mezzo "per difendere il suo popolo", perché "è un dovere, è costituzionale e legittimo". Al termine dell'intervento, più volte interrotto dagli applausi provenienti dalle tribune, Assad è stato avvicinato dai sostenitori che lo hanno circondato cantando slogan come "Solo Dio, Siria e Bashar!".

HAGUE E TERZI: ASSURDA PROPAGANDA. Rapide sono arrivate le critiche dai leader internazionali. Il discorso di Assad, ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri britannico William Hague, è "oltre l'ipocrisia". "Le morti, la violenza e l'oppressione che stanno inghiottendo la Siria - scrive ancora Hague - sono state prodotte da lui, le promesse vuote di riforme non ingannano nessuno". Duro anche il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi che, scrivendo a sua volta su Twitter, ha commentato: "Assad fa propaganda assurda. Per il bene del suo popolo dovrebbe lasciare e far spazio a soluzione politica". Più aperta al dialogo, ma comunque ferma sulle sue posizioni, Catherine Ashton, Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Ue. L'Unione europea, ha fatto sapere in una nota, cercherà con attenzione di vedere se nel discorso "c'è qualcosa di nuovo", ma "mantiene la sua posizione, secondo cui Assad deve farsi da parte e permettere la transizione politica".

DISSIDENTI: ASSAD DEVE DIMETTERSI. Il piano proposto dal presidente Bashar Assad, ha invece commentato dalla Svezia Kamal Labwani, storico dissidente e membro della Coalizione nazionale siriana, è "una eccellente iniziativa a cui manca solo una cosa fondamentale: le sue dimissioni". "Tutto ciò che sta proponendo - ha quindi aggiunto, intervistato al telefono da Associated Press - avverrà automaticamente, ma solo dopo che se ne sarà andato".




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