Siria, Assad: Europa pagherà se fornirà armi a ribelli, mai usato armi chimiche

Berlino (Germania), 17 giu. (LaPresse/AP) - "Se gli europei invieranno armi (ai ribelli, ndr) il cortile dell'Europa diventerà un covo di terroristi" e lei "ne pagherà il prezzo". Lo ha detto il presidente siriano Bashar Assad in un'intervista al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. "I terroristi - ha aggiunto - ritorneranno in Europa con esperienze di combattimento e ideologie estremiste" e il caos in Siria comporterà "l'esportazione diretta del terrorismo in Europa".

LA POSIZIONE DI UE E USA. Lo scorso 27 maggio l'Unione europea ha deciso di non rinnovare l'embargo sulle armi nei confronti della Siria, aprendo la strada a possibili forniture di armi alle forze dell'opposizione. Alcuni Paesi, soprattutto Francia e Regno Unito, hanno da tempo spinto per la rimozione dell'embargo, mentre altri, come la Germania, sono contrari a questo tipo di aiuto. Inoltre, venerdì gli Stati Uniti hanno deciso di autorizzare l'invio di armi ai ribelli, dopo aver reso noto di avere le prove dell'utilizzo di armi chimiche da parte di Damasco sull'opposizione.

ASSAD NEGA USO ARMI CHIMICHE. Su questo punto Assad ha ribadito la sua ferma posizione, respingendo le accuse. "Le armi di distruzione di massa - ha spiegato - possono uccidere centinaia, migliaia di persone alla volta. È per questo che vengono usate. Ed è per questo motivo che non è logico usare armi chimiche per uccidere un numero di persone che può essere ucciso con l'uso di armi convenzionali". Secondo gli Usa gli attacchi con queste armi da parte del governo avrebbero provocato almeno 150 vittime. "Se Parigi, Londra e Washington avessero una sola prova per confermare le loro accuse - ha affermato ancora Assad - l'avrebbero rivelata a tutto il mondo".

RISCHIO EFFETTO DOMINO. Il presidente siriano ha poi negato che Hezbollah abbia assunto un ruolo di rilievo nel conflitto, dicendo che si tratta "soltanto di alcune centinaia di uomini, combattenti singoli lungo il confine" tra Siria e Libano. Se la guerra si diffonderà nei Paesi vicini, ha affermato Assad, avremo a che fare con un effetto domino. "Nessuno può immaginare - ha dichiarato - come sarebbe la regione se la mappa venisse disegnata nuovamente. Sarebbe una mappa di guerre innumerevoli nel Medioriente e potenzialmente in altre zone, che nessuno sarebbe in grado di fermare".

NO A DISTINZIONE TRA RIVBELLI BUONI E CATTIVI. Infine Assad si è schierato contro quelli che definisce gli sforzi dei Paesi europei di distinguere tra i ribelli buoni e quelli cattivi. un tentativo che, sostiene, equivale alle "distinzioni tra i talebani 'buoni' e 'cattivi' fatte alcuni anni fa, oppure alle distinzioni tra una al-Qaeda 'buona' e 'cattiva'".

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